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Acqua all’arsenico, allarme in Lazio. Scade la deroga, a gennaio in 300 mila senza acqua

Ancora poco è stato fatto per garantire la potabilità dell'acqua per i cittadini della Regione

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 28.12.2012

Bicchiere d'acquaAllarme acqua in Lazio, dove dopo lo scandalo dell’acqua all’arsenico scoppiata nel 2010, ancora poco è stato fatto per garantire la potabilità dell’acqua per i cittadini della Regione. Scade infatti il 31 dicembre la deroga che consente di erogare l’acqua con concentrazioni di arsenico superiori a 10 microgrammi per litro, e sembrerebbe che in molti comuni la sostanza velenosa nell’acqua superi ancora il limite di guardia.

Questa volta non ci sarà nessuna possibilità di ulteriore deroga, pena un sicuro intervento della Commissione Europea, mentre i soldi e soprattutto il tempo per gli adeguamenti non ci sono.

Gli enti gestori ad ogni modo dovrebbero assicurare una quantità minima di acqua – 6 litri a persona è la quantità raccomandata dall’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo un rapporto di Legambiente del luglio del 2012, sono stati circa 1 milione gli italiani che non hanno potuto avere acqua di rubinetto conforme ai limiti di legge, di cui circa un terzo nel Lazio. Tanti sono stati, infatti, gli abitanti dei 112 Comuni che ancora nel 2012  hanno usufruito delle deroghe su alcune sostanze, boro, fluoruri e soprattutto arsenico, presenti in concentrazioni superiori a quelle stabilite dalla legge.

Ma mentre gli altri comuni italiani si adeguavano in fretta e furia per rispettare la scadenza improrogabile del 31 dicembre 2012, il Lazio non faceva assolutamente nulla, con la giunta Polverini sommersa dagli scandali.

“La deroga ai valori limite – recita il documento di Legambiente -, entrata in vigore con il Dlgs 31/2001 e inizialmente prevista solo come misura transitoria, è stata presto trasformata in un espediente per alzare i limiti di legge rispetto ad alcuni parametri critici che non rientravano nei limiti previsti dalla normativa. Per fermare questa cattiva abitudine è dovuta arrivare nel 2010 la bocciatura della Commissione europea, chiamata in causa dall’Italia per ottenere la concessione del terzo triennio di deroga, mentre per i primi due serviva solo il parere del Ministero della salute. In seguito all’intervento dell’Europa e delle richieste di verifica e informazioni che sono succedute fino a marzo del 2011, sul fronte delle deroghe nelle acque potabili sono emerse imperdonabili sottovalutazioni, inqualificabili omissioni e la solita tentazione di risolvere “all’italiana” un problema importante e già noto da anni”.

Ecco un elenco delle provincie laziali (non aggiornato) maggiormente interessate al fenomeno dell’acqua all’arsenico. Alcuni dei comuni potrebbero però essersi adeguati, è quindi bene informarsi presso l’ASL competente:

 

Provincia di Viterbo (Comuni  con più di 50 microgrammi di arsenico per litro d’acqua): Acquapendente – Arlena di Castro – Bagnoregio – Barbarano Romano – Bassano in Teverina – Bassano Romano – Blera – Bolsena – Bomarzo – Calcata – Canepina – Canino – Capodimonte – Capranica – Caprarola – Carbognano – Castel Sant’Elia – Castiglione in Teverina – Celleno – Cellere – Civita Castellana – Civitella d’Agliano – Corchiano – Fabrica di Roma – Faleria – Farnese – Gallese – Gradoli – Graffignano – Grotte di Castro – Ischia di Castro – Latera – Lubriano – Marta – Montalto di Castro – Monte Romano – Montefiascone – Monterosi – Nepi – Onano – Orlolo Romano – Orte – Piansano – Proceno – Ronciglione – San Lorenzo Nuovo – Soriano nel Cimino – Sutri – Tarquinia – Tessennano – Tuscania – Valentano – Vallerano – Vasanello – Vejano – Vetralla – Vignanello – Villa San Giovanni in Tuscia – Viterbo – Vitorchiano.

Provincia di Latina (Comuni  con più di 50 microgrammi di arsenico per litro d’acqua): Aprilia – Cisterna di Latina – Cori – Latina – Pontinia – Priverno – Sabaudia – Sermoneta – Sezze. Totale utenti residenti coinvolti: oltre 283mila. Provincia di Roma (tutti i Comuni segnalati qui di seguito superano i 50 microgrammi di Arsenico per litro d’acqua): Albano Laziale – Ardea – Ariccia – Genzano di Roma – Lanuvio – Lariano – Velletri – Castel Gandolfo – Ciampino – Castelnuovo di Porto – Trevignano Romano – Tolfa – Bracciano – Sacrofano – Formello – Civitavecchia – Santa Marinella – Anzio – Nettuno – Campagnano di Roma – Magliano Romano – Mazzano Romano.

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  • francesca scrive:

    è veramente una vergogna essere cittadini di serie B nel comune di soriano nel cimino soltanto nella frazione di SANT’EUTIZIO l’acqua non è potabile.Ma la società talete si è ben guardata dall’avvertire gli utenti ,nell’ultima bolletta arrivata verso il 22 dicembre ci dice che l’acqua con arsenico tra 11 e 20 ug per litro è consentito l’usoper consumo umano incluso bere cucinare ecc. ecc. limitazioni solo per bambini di età sotto i 3 annie per le donne incinte!!!SOLO IL 31 DICEMBRE TRAMITE VOLANTINI VIENE AVVARTITA LA POPOLAZIONE CHE L’ACQUA DI SANT’EUTIZIO NON è POTABILE!!!! ED è DISPONIBILE ACQUA POTABILE GRATUITAMENTE ALLA FONTANELLA IN PIAZZA SAN PAOLO DELLA CROCE MA CHI HA PROBLEMI SULLA PELLE DOVE ANDRà A FARSI LA DOCCIA????? LE PERSONE SOLE E ANZIANE COME FARANNO A PRENDERE ACQUA ALLA FONTANELLA???? DEVONO GARANTIRCI ACQUA POTABILE NELLE NOSTRE CASE!!! COMUNQUE A CONCLUSIONE COMPLIMENTI A CHI DOVREBBE TUTELARE I CITTADINI SIAMO TORNATI INDIETRO DI 50 ANNI!!!!E LA REGIONE LAZIO AVEVA STANZIATO 8 ML 22 MESI FA QUALCOSA SARA ANCHE ARRIVATO AL NOSTRO COMUNE O NO!!!!!!

  • Riccardo scrive:

    ma come fate a pubblicare certe cose? …”COmuni con più di 50 microgrammi di arsenico” avete riportato i parametri chiesti dall’italia all’unione europea, cioè fino a 50 microgrammi litro, ci sono paesi,nella provincia di viterbo che stanno nettamente sotto quei livelli, cioè, stanno sotto i 20 microgrammi e paesi sotto i 10, quindi nei parametri richiesti dalla normativa Europea. Se faceste più attenzione e andaste a guardare i siti delle varie asl saremmo tutti più tranquilli. Grazie