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Borneo: palma da olio causerà il 90% dei gas serra

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 27.04.2012
Nuova piantagione di palma da olio

Nuova piantagione di palma da olio

Le piantagioni di palma da olio sono in continua espasione. I particolare nell’isola di Borneo, a meno che non vengano prese misura di protezione, le piantagioni diventeranno fra le ause principali di emissioni di agas serra nel 2020. Lo affermano i ricercatori delle Univeristà di Yale e Stanford.

Secondo lo studio circa i due terzi delle terre al di fuori delle aree protette nel distretto di West Kalimantan Ketapang nel Borneo indonesiano sono affittati alle aziende che producono olio di palma. Se queste locazioni venissero convertite in palma da olio ai tassi di espansione attuali, entro il 2020 le coltivazioni di palme occuperebbero più di un terzo delle terre regionali e il suolo con foreste intatte scenderebbe a meno del 5 per cento da circa il 15 per cento nel 2008.

Il pericolo delle emissioni di gas serra deriva dal fatto che il 50% del terreno deve essere convertito da torbiera a suolo adatto per la coltivazione: deve essere quindi drenato.  Quando suoli torbosi vengono drenati per la coltivazione della palma da olio rilasciano anidride carbonica. Lo studio ha dimostrato che se continua l’espansione della palma da olio senza restrizioni in materia di sviluppo delle torbiere, entro il 2020 quasi il 90 per cento delle emissioni  di gas serra verrà dalle torbiere.

“Prevenire le coltivazioni di palma da olio su torbiere sarà determinante per qualsiasi riduzione delle emissioni di gas serra”, ha detto Kimberly Carlson, dottorando presso la Yale School of Forestry.

Carlson ha sottolineato che, anche se il futuro dell’ espansione della palma da olio sarà fermato nelle foreste e nelle torbiere, le emissioni di gas a effetto serra diminuiranno solo dal 3 al 4 per cento. Ha detto che invece di limitarsi a porre una moratoria sull’espansione della palma da olio, “proteggere le foreste  così come le torbiere è la strategia più efficace che riduce le emissioni di anidride carbonica e mantiene la copertura forestale.”

I ricercatori sostengono che le emissioni regionali potrebbero essere ridotte fino al 21 per cento entro il 2020, attraverso la prevenzione dell’ invasione della palma da olio, degli incendi, del disboscamento dell’espansione agricola su terreni forestali intatti o disboscati in precedenza e sulle torbiere. Ma anche nella migliore delle ipotesi per ridurre le emissioni di gas serra, il 28 per cento di 1 milione di ettari di terre comunitarie verrà convertito in palma da olio.

“Purtroppo la protezione delle foreste e torbiere non genera automaticamente benefici per le comunità locali”, ha detto Curran. “Per diventare realmente sostenibile, le compagnie di palma da olio non devono solo proteggere le foreste esistenti e gli stock di carbonio, ma devono assicurare che ogni terreno acquisito da piccoli agricoltori residenti e dalle comunità risponda ai criteri di consenso libero, preventivo e informato, e sia  equamente e trasparentemente compensata. ”

L’olio di palma è una forma di olio vegetale commestibile usato in molti prodotti, tra cui biscotti, crackers, popcorn, surgelati, latticini a basso contenuto di grassi, caramelle, saponi e cosmetici. In Indonesia, attualmente il leader mondiale nella produzione di olio di palma, ha lo scopo di aumentare l’area per la coltivazione della palma da olio a 45 milioni di ettari entro il 2020 da 24 milioni di ettari nel 2009, ma poco si sa circa l’influenza di espansione della palma da olio sulle persone e sugli ecosistemi.

“Da tempo abbiamo deciso di includere le persone nella nostra valutazione”, ha detto Carlson. “I residenti locali e le loro terre sono spesso dimenticati quano si parla delle foreste.”

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