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Chiude l’ippodromo a Tor di Valle:180 animali a rischio

Scritto da Marta Gaia Sperandii il 05.06.2013

Forse non tutti sanno che alle porte di Roma sorge uno degli ippodromi più grandi d’Europa, realizzato nel 1959 su progetto dell’architetto spagnolo Julio Lafuente.
Si chiama Tor di Valle, e la sua storia, lunga più di 50 anni, giunge questa settimana al termine.

Destino beffardo il suo. Progettato infatti per sostituire l’impianto di Villa Glori, chiuso all’epoca per dare spazio alla costruzione del Villaggio Olimpico, cede oggi il posto al nuovo stadio della Roma. Lo sgombero è previsto per il 7 Giugno, ma a Tor di Valle è emergenza. Il destino di più 110 cavalli e circa 70 tra cani e gatti randagi, è più che incerto.

420.000 mq e tre piste, sin dal giorno della sua inaugurazione è stato teatro di indimenticabili manifestazioni sportive per gli amanti del trotto. A partire dalla corsa inaugurale, vinta da Tornese in una pista allagata, fino all’ascesa e consacrazione del mito Varenne, che guidato da Giampaolo Minucci portò a casa l’11 Ottobre del 1998 l’ambitissimo “Derby Italiano del Trotto”, primo di una lunga serie di traguardi internazionali.

Ma Tor di Valle non è stato solo ippica.

Gli amanti della commedia italiana ricorderanno l’ippodromo come l’ambientazione di “Febbre da Cavallo”, protagonisti Gigi Proietti ed Enrico Montesano, girato nel 1976, le cui battute ancora risuonano tra gli spalti delle tribune. Due anni dopo la struttura sportiva torna nuovamente a far parlare di sé, stavolta nella sezione cronaca nera. Il 25 Luglio del 1978, nel parcheggio adiacente all’ippodromo viene perpetrato un omicidio storico della Banda della Magliana, quello a Franco Nicolini, ucciso da 9 proiettili sparati da due uomini.

Tor di Valle

Una cosa è certa. Il settore dell’ippica attraversa una crisi geograficamente trasversale a seguito del calo delle scommesse e la gestione non più economicamente sostenibile degli ippodromi ha portato molte strutture alla chiusura. Stessa storia a Padova e Milano. A rimetterci stavolta sono una cinquantina di dipendenti, in cassa integrazione da Febbraio e licenziati il 1° Maggio, e gli animali che l’ippodromo ancora lo abitano. A meno di una settimana dall’esecuzione dello sgombero nessuno sa dove verranno trasportati i cavalli, né chi se ne prenderà cura. Ad attenderli, se questa storia non riuscirà a smuovere sensibilità e portafogli, c’è probabilmente il macello. Per cani e gatti, nati randagi, di nuovo la strada.

Tor di Valle chiude perché il terreno su cui sorge è stato venduto, e al suo posto sarà edificato uno stadio. I cavalli, che dell’ippodromo hanno segnato la storia, che dell’ippica sono coprotagonisti, e che dei proventi sono stati diretti artefici, ormai hanno perso il loro valore economico, sono scivolati sotto la voce “costi”, e hanno fatto la fine dei giocattoli vecchi.

I più fortunati una nuova “casa” l’hanno trovata. Ma sono ancora troppi gli sfrattati, e c’è un disperato bisogno che qualcuno si metta una mano sul cuore. Bello sarebbe poter sperare in un aiuto dal calcio, che nonostante la crisi vanta comunque un giro d’affari più che consistente, e di questa triste storia è parzialmente responsabile.

Altrettanto auspicabile sarebbe l’intervento della politica.
A pochi giorni dal ballottaggio di Roma, ecco materializzarsi l’opportunità di offrire basi solide alle affermazioni e di concretizzare gli impegni presi in campagna elettorale. Anche seguendo l’esempio di Enrico Montesano, che un cavallo lo ha adottato e portato nella sua villa in campagna. Ma niente paura: per coloro che non hanno una stalla a disposizione ci sono sempre cani e gatti, tutti bisognosi di affetto.

Fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/06/03/news/eemergenza_animali_di_tor_di_valle_appello_dell_enpa_a_marino_e_alemanno-60278483/

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