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Eurispes: Italia è malata di ‘presentismo’

“Il Paese è completamente ripiegato sul suo presente, si è operato affidandosi al giorno per giorno, con risposte parziali, spesso improvvisate"

Scritto da Giuseppe Mirabella il 04.02.2013

L’Italia è malata di ‘presentismo’. Questo è quanto emerso dal 25° “Rapporto Italia” dell’Eurispes.

“Il Paese è completamente ripiegato sul suo presente” affermano i redattori dell’inchiesta, “si è operato affidandosi al giorno per giorno, con risposte parziali, spesso improvvisate, con misure utili al massimo a tamponare qualche falla. Il nostro ormai è un Paese prigioniero del suo presente e il “presentismo” è diventato la nostra filosofia di vita.”

Lo studio, effettuato su un campione di 1500 cittadini, è stato articolato sui temi maggiormente rilevanti del dibattito attuale.

Economia. Il 70% degli intervistati ritiene che la propria condizione economica negli ultimi 12 mesi sia peggiorata. Tre italiani su cinque non arrivano alla quarta settimana del mese e per l’80% di essi è impossibile mettere qualcosa da parte.

Le persone che hanno fatto ricorso ad un prestito bancario sono in aumento del 30% rispetto al 2011. Le ragioni vanno dal pagamento dei debiti accumulati al saldo di precedenti debiti contratti con istituti di credito.

Potere d’acquisto. Cala anche il potere d’acquisto e con esso aumentano l’usura – dal 6,3% del 2011 al 14,4% del 2012 -, il business dei “compro oro” – passato dal 8,5% al 28,1 % – e il credito al consumo.

Tasse. Per la maggioranza degli intervistati il carico fiscale è troppo opprimente. Il 75,4% non è d’accordo con l’introduzione dell’IMU e per la quasi totalità le tasse dovrebbero essere ridotte per sostenere la crescita.

eurispesIn cosa gli italiani vorrebbero che fossero investiti i propri soldi? Nell’aumento delle pensioni minime (89,1%), nelle politiche di sostegno alle imprese (87,7%), in ricerca e sviluppo (87,4%), in maggiori tutele per i lavoratori (83,5%), in più efficienti meccaniscmi di ridistribuzione della ricchezza (83,5%) e nella modifica delle regole che permettono l’acceso al credito (81,5%).

Lavoro. Per il 64,1% del campione con i salari attuali è difficile fare progetti per il futuro. Soltanto l’8% di essi non si sente stressato dal lavoro mentre l’87,6% si dichiara “mobbizzato” dai propri superiori. Circa la metà afferma di non essere più in grado di sostenere il proprio nucleo familiare.

Etica.  Favorevoli in maggioranza alla pillola abortiva, al divorzio breve, alla tutela delle coppie di fatto e alla fecondazione assistita, gli italiani si dimostrano un passo in avanti rispetto ai legislatori.

I toni del presidente dell’Istituto di ricerca, Gian Maria Fara, sono particolarmente duri. Nel commentare i risultati dello studio afferma: “Ci siamo consegnati all’utopia degli Stati Uniti d’Europa, convinti di costruire l’Europa dei popoli […] e non possiamo accettare la possibilità che questa si riduca ad essere l’Europa della finanza, dei banchieri […].” “Lo spread” continua Fara “e la direzione d’orchestra tedesca stanno deprimendo l’economia continentale e quella italiana in particolare e i contraccolpi cominciano a farsi sentire anche in Germania, visto che la produzione tedesca deve molto al mercato interno europeo e a quello italiano in particolare, considerata la nostra esterofilia. […] Per sbloccare il Paese occorre una nuova ingegneria di produzione della ricchezza che faccia leva sulle imprese più dinamiche (le medie e le start-up soprattutto), che favorisca, anche attraverso la messa a punto di misure fiscali di favore, il trasferimento patrimoniale inter-generazionale […].”

“L’Italia” dichiara infine il presidente Eurispes “nonostante le sue gravi difficoltà, ha le risorse umane, culturali ed economiche per uscire dalla crisi. Si tratta semplicemente, elementarmente, di superare la subcultura del ‘presentismo’”.

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