Una pratica illegale e molto grave è stata scoperta grazie all’indagine della Procura della Repubblica di Pesaro e Urbino. 10 medici compilavano certificati di morte senza esaminare in alcun modo i cadaveri, occultando così in alcuni casi, i veri motivi dei decessi.

Con una ferita alla testa che sanguina copiosamente, ad esempio, ad un cadavere è stata diagnosticata una morte per infarto.
Una pratica diffusa, dicono dalla Guardia di Finanza, tanto che è possibile che ne scaturirà una segnalazione al Ministero della Salute.
Sono dieci i sanitari denunciati per falso ideologico che operavano fra Fano e Urbino. Erano 6 necrofori, 2 medici di famiglia e uno assegnato al 118.
I medici non eseguivano l’esame necroscopico che serve a rilevare eventuali indizi che potrebbero rendere necessarie ulteriori analisi per accertare la causa di morte.
In alcuni casi addirittura i certificati veri venivano sostituiti con certificati falsi che riportavano causa di morte false. Son due i medici indagati per questo reato e dovranno rispondere di soppressione, occultamento o distruzione di atti veri.