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Ebola: epidemia inquietante, arrivata anche in Mali e Liberia

L'epidemia del virus di Ebola che si è sviluppata in Guinea è estremamente virulenta e ha raggiunto la Liberia e il Mali

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 08.04.2014

Il virus di Ebola non si è mai spostato tanto a nord e come riferisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità si tratta di una delle epidemie più virulente che si sia mai registrata. Ad oggi il bilancio è E’ di almeno 95 morti su 151 casi sospetti, secondo le autorità sanitarie di Conakry.

Reparto di isolamento del virsu dell'Ebola nell'epidemia del 2000 Foto Daniel Bausch, Division of Viral and Rickettsial Diseases, National Center for Infectious Diseases, CDC

Reparto di isolamento del virsu dell’Ebola nell’epidemia del 2000

Foto Daniel Bausch, Division of Viral and Rickettsial Diseases, National Center for Infectious Diseases, CDC

Il virus di Ebola lascia scampo in pochissimi casi: la mortalità è altissima e in questa epidemia si parla di una percentuale del 90%. Non esistono vaccini o cure e il personale medico può prestare assistenza nella speranza che il paziente superi le fasi critiche e non sviluppi emorragie che lo porteranno alla morte

IL virus è stato finora accertato su 52 pazienti deceduti, sono invece 111 i deceduti in totale.

“Si tratta di una delle epidemie più virulente con la quale ci siamo confrontati”, ha dichiarato Keiji Fukuda, vice direttore generale dell’Oms.

Secondo l’Oms sono stati registrati 157 casi in totale in Guinea, di cui 101 mortali. 20 casi sono stati identificati a Conakry. In Liberia 21 casi, di cui 10 mortali. Sono stati registrati casi in Sierra Leone e 9 casi sospetti in Mali.

Fukuda ha definito inquietante la diffusione dell’epidemia, ma oggi gli esperti sostengono che sia difficile che il virus raggiunga l’Europa perchè il contagio resta comunque difficile in quanto avviene attraverso il contatto dei liquidi corporei o attraverso animali infetti.

In Guinea i pipistrelli sono ritenuti vettori della malattia. Anche il lavaggio dei corpi dei defunti da parte dei famigliari è un’occasione di contagio.

Medici Senza Frontiere ha inviato materiale e personale: l’altissima mortalità infatti, fa sì che il personale sanitario si rifiuti spesso di prestare le cure ai pazienti che quindi vengono assistiti dai famigliari, favorendo così il contagio.

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