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Infarto: salvate 750 mila persone in 50 anni, ma attenti ai giovani

I 'nuovi vizi' che potrebbero portare ad un aumento della mortalità

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 14.04.2013

In mezzo secolo si sono salvate 750mila persone da infarto, ma attenzione ai ‘nuovi vizi’ che potrebbero portare ad un aumento della mortalità. Oggi l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco), ha ricordato come negli ultimi 50 anni la mortalità per infarto si sia ridotta del 60%, anche se secondo gli esperti non bisogna abbassare la guardia a causa di alcol, fumo e droghe.

Donne e fumo

Stili di vita scorretti, lo sballo da movida e nelle ragazze il cocktail fumo-pillola anticoncezionale, stanno infatti creando una generazione di adulti destinati ad ammalarsi di cuore più dei loro nonni, secondo l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco), riunita in congresso a Venezia per celebrare il 50esimo anniversario.

E’ importante la prevenzione, avverte l’Anmco. Grazie anche ad essa la mortalità per infarto si è infatti ridotta in mezzo secolo del 60% (750mila vite salvate, come le popolazioni di Firenze e Bologna sommate). Ma le cattive abitudini sono in agguato per le future generazioni di anziani. Oggi infatti i giovani che rischiano un infarto più di 50 anni fa.

“Abbiamo tutto ciò che ci serve perché la mortalità per infarto si trasformi da un’epidemia in un’endemia – è stato detto al congresso di Venezia – ma gli italiani devono capire che per riuscire serve ormai soprattutto il loro impegno nell’adottare corretti stili di vita. La consapevolezza del rischio cardiovascolare deve dunque riguardare non solo gli anziani o coloro che sono colpiti da malattie importanti ma anche i giovani che ne sottovalutano l’importanza e si considerano, a torto, meno a rischio degli altri”.

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