I ragazzi italiani tra i più pigri al mondo. A lanciare l’allarme è stata la Società italiana di pediatria, rivelando che che gli adolescenti del nostro Paese sono diventati troppo sedentari.
Già all’età di 15 anni meno di 1 ragazzo su 2 pratica attività sportiva continuativa, e a 18 fa sport solo 1 su 3.
Più cresce l’età, meno si pratica attività fisica. Questo è dovuto anche al cambiamento delle abitudini: si utilizzano infatti sempre di più console per i giochi, smartphone e computer. Tutto questo diminuisce la voglia di fare sport nei ragazzi, già intorno ai dieci anni.

Dunque un’intera generazione rischia di ammalarsi a causa di scorretti stili di vita.
“Così non va – dichiara il presidente della Sip Giovanni Corsello – una regolare attività fisica e motoria in età evolutiva, insieme alle corrette abitudini alimentari, sono uno strumento decisivo di prevenzione della salute per le future generazioni”.
Dopo la scuola primaria, con l’arrivo delle ore di studio pomeridiane, i ragazzini iniziano ad allontanarsi dall’attività fisica. Finora l’età di perdita di interesse per lo sport era tra i 14 e i 15 anni, nell’ultimo anno però il trend negativo comincia già a 11 anni.
Tra il 2011 e il 2012 la quota di praticanti continuativi è diminuita persino nella fascia d’età 11-14 anni, passando dal 56% al 53,4%. Un fatto che potrebbe essere collegato oltre ai maggiori impegni scolastici anche alla crisi economica.
E’ importante quindi creare stimoli per riavvicinare i giovani allo sport. E un ruolo centrale è quello della scuola, soprattutto di quella media e superiore che dovrebbe incentivarlo.