Save the Children e Kraft hanno commissionato una ricerca a Ipsos sui bambini italiani. La ricerca ha coinvolto famiglie da tutta Italia e le domande vertevano sull’alimentazione e lo stile di vita: come si trascorre il tempo libero, con chi, con chi si consumano i pasti quali sono i consigli per l’alimentazione che si seguono e quante a ttività fisica si pratica. Il risultato non è affatto tranquillizzante: infatti i bambini italiani sembrano essere divisi in due, fra coloro che seguono ancora abitudini sane e corrette e coloro che cominciano ad andare alla deriva, con abitudini alimentari scorrette, scarsa atività fisica e all’aperto, e moltissimo tempo davanti a TV e computer.
I bambini italiani cominciano a diventare pigri. Aumenta infatti la percentuale di coloro che non hanno interesse verso l’attività fisica, anche se la stragrande maggioranza dei genitori ritiene che sia importante per la salute dei propri figli. Anche se è ancora la maggior parte dei bambini a svolgere attività fisica regolarmente aumentano coloro che rinunciano all’attività fisica, per mancanza di denaro ( i centri in cui fare attività sono troppo costosi), per mancanza di spazi, che spesso sono poco curati, sporchi e addirittura pericolosi, oppure perchè i genitori lavorano e non possono accompagnarli. E così però i bambini preferiscono la lenta inerzia, e non fanno più le scale , non usano la bicicletta , non vanno a piedi e prediligono l’automobile e l’ascensore.
Per l’alimentazione, i genitori risultano ben consapevoli di quanto sia importante seguire regole alimentari, ma sale al 10%, una percentuale preoccupante anche se ancora limitata, la percentuale di coloro che non conoscono le regole alimentari per i propri figli.
Inoltre chi le sa, solo per la metà le fa rispettare tutti i giorni.
Un’altra cattiva abitudine riguarda la TV: sono sempre di più i bambini che pranzano e cenano davanti alla TV e alcuni addirittura non fanno neanche un pasto al giorno con i genitori.
Il tempo dedicato alla TV e a internet diventa sempre di più: sono più della metà i bambini che passano da 30 minuti a 3 ore davanti alla TV e allo schermo del computer. Ed è cospicuo anche il tempo dedicato allo schermo dei videogiochi.
“Benché sembra che la pratica di attività sportive e motorie sia abbastanza diffusa tra i ragazzi italiani, ad un più attento esame, emergono forti criticità legate al disinteresse in forte aumento rispetto alla pratica di sport e un lieve incremento dei comportamento sedentari, come il più frequente utilizzo dell’auto negli spostamenti ed una maggiore permanenza dei ragazzi a casa nel tempo libero”, afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. “Indicatori preoccupanti, perché il movimento e la socialità sono elementi essenziali per la crescita equilibrata. Come abbiamo cercato di sintetizzare nel Decalogo per uno stile di vita più salutare per bambini e famiglie , esistono dei comportamenti virtuosi che bisogna cercare di innescare: stimolare a camminare per più di 30 minuti al giorno, ad esempio, è fondamentale, se consideriamo che il 68% dei bambini e dei ragazzi italiani non lo fa”.
“Anche per quanto riguarda il pianeta nutrizione emergono luci ed ombre. Se è vero che la maggior parte dei bambini e ragazzi italiani mangiano più o meno abitualmente frutta e verdura, è anche vero che solo un bambino su quattro fa propria la raccomandazione di pediatri e nutrizionisti di fare 5 pasti al giorno, un bambino su 10 decide autonomamente cosa mangiare e aumenta il numero dei genitori che non contesta ai figli il fatto di mangiare di fronte alla tv. Tali comportamenti a rischio si registrano soprattutto in contesti socio-economici disagiati – continua Valerio Neri – e potrebbero estendersi a causa della crisi economica, che secondo la ricerca Ipsos sta mettendo in difficoltà il 29% delle famiglie italiane, con un aumento del 10% rispetto allo scorso anno”.
Per questo Save the Children ha lanciato nell’ambito del il progetto triennale “Pronti, partenza, via!” il decalogo delle buone abitudini scaricabile qui.
“Oggi possiamo dire di essere sulla buona strada, con oltre 27.000 beneficiari raggiunti, tra ragazzi, genitori e operatori, incidendo sui vari aspetti che compongono lo stile di vita di un bambino – il movimento, la fruizione del tempo libero, l’alimentazione – e favorendo un’azione di integrazione sociale a contrasto dei fenomeni di emarginazione diffusi in ampie fasce della popolazione, soprattutto tra i più giovani. In questi contesti sociali svantaggiati, per Save the Children, insieme a Kraft Foods Foundation, fare rete con partner validi e radicati sul territorio come CSI e UISP è stata la chiave per un intervento strutturato e sostenibile nel tempo, che possa influire in maniera decisiva nella creazione di una vera e propria cultura del vivere sano”, conclude Valerio Neri.
Tra gli interventi che fanno parte del progetto, il recupero di spazi e strutture in-door e out-door, che si trovano in zone disagiate delle città – campi da gioco, percorsi sportivi, spazi verdi, campi polivalenti, skate e roller park, piste podistiche e ciclabili – ma anche l’azione formativa ed educativa specialistica all’interno delle scuole primarie per promuovere stili di vita e alimentari salutari per i bambini e le loro famiglie, oltre all’apertura di sportelli informativi per tutti.
No va dimenticato un particolare della ricerca: solo la metà dei genitori ha un interesse, è attivo in qualche tipo di associazione o pratica uno sport. Ed è la maggioranza i genitori a passare molte ore davanti al computer tutti i giorni.