Brevi interruzioni – come i pochi secondi che servono per silenziare la suoneria di uno smartphone – hanno un effetto sorprendentemente significativo sulla capacità di un soggetto di portare a termine un compito preciso. Piccole parentesi di “distrazione”, momenti in cui l’attenzione viene interrotta da qualcuno o qualcosa, sono onnipresenti nella società di oggi: dai messaggi di testo inviati e ricevuti, a un collega di lavoro che entra in ufficio e interrompe una importante conversazione, al telefono che squilla, a volte con conseguenze che possono essere disastrose. Pensiamo ad esempio a professionisti chiamati a svolgere compiti altamente specializzati e delicati o ai medici di pronto soccorso.

La nostra salute e la nostra sicurezza sembrano in un certo senso dipendere da questo aspetto, forse poco studiato e la cui importanza è sottovalutata. Al contrario, le interruzioni giocherebbero un ruolo significativo, producendo effetti di ampia portata e notevole gravità. Lo studio condotto da Erik Altmann, professore associato di psicologia, finanziato dalla Presidenza del US Navy of Naval Research, è uno dei primi ad esaminare questa correlazione. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Experimental Psychology: General.
Ai partecipanti coinvolti nello studio è stato chiesto di eseguire alcuni compiti in sequenza su un computer: il numero di errori registrato è raddoppiato al verificarsi di interruzioni di circa tre secondi, quindi molto brevi. Il fattore tempo non è stato probabilmente la cause degli errori. “Allora perché il tasso di errore è cresciuto?” ha sottolineato Altmann. “La risposta è che i partecipanti hanno dovuto spostare l’attenzione da un compito ad un altro”. Anche interruzioni momentanee possono avere effetti significativi, soprattutto quando intervengono durante un processo che richiede una riflessione approfondita e una notevole concentrazione.
Una possibile soluzione, in particolare quando vi è li rischio che possano generarsi errori particolarmente gravi o addirittura fatali, è quello di progettare un ambiente che prevenga tale interruzioni. “Quindi, prima di entrare nella fase critica, e rischiare di commettere un danno irreparabile, è meglio assicurarsi che, almeno, tutti i telefoni cellulari siano spenti!” hanno concluso gl esperti