Dopo il caso delle mozzarelle blu dello scorso anno e oltre un migliaio di analisi, una percentuale di positività a microrganismi indesiderati si aggira attorno al 70%. E’ questo il bilancio dell’inchiesta della procura di Torino sul fenomeno delle mozzarelle blu: a tracciarlo è stato il pubblico ministero Raffaele Guariniello in un rapporto trasmesso al Ministero della Salute. Il magistrato torinese ha raccolto i risultati di test svolti in tutta Italia. Il fenomeno interessa complessivamente una decina di stabilimenti caseari grandi e piccoli, i cui responsabili sono stati iscritti nel registro degli indagati.
Il caso delle mozzarelle blu esplose nel scorso giugno, quando molti Paesi fermarono le importazioni di latticini dall’Italia in attesa di chiarimenti e anche aziende molto rinomate furono coinvolte nel caso. Durante gli accertamenti è emerso come in molti casi l’acqua utilizzata per il raffreddamento proviene da pozzi e non è invece acqua potabile, un’infrazione del decreto legislativo 31 del 2001 che considera di natura “alimentare” l’acqua usata per la produzione delle mozzarelle, ed è evidente che quella dei pozzi non è in regola. “Solo in Piemonte esistono 722 stabilimenti caseari – osserva Guariniello – ma abbiamo appurato che le Asl non sono in grado di svolgere le adeguate verifiche”.