La farnesina ha annunciato il sequestro di una cooperante italiana nella notte fra il 22 e il 23 ottobre nei pressi di Tindouf, nel deserto del Sahara algerino.
La donna si chiama Rossella Urru, ha 30 anni ed è originaria della provincia di Oristano. Si trovava in un campo profunghi a ovest di Tindouf quando alcuni uomini armati, probabilmente giunti dal Mali, hanno fatto irruzione nella foresteria dove si trovava.
Rossella è una studiosa del mondo arabo, nonchè membro del Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (Cisp) e coordinatrice dell’intervento della Ong per cui opera, che realizza interventi per la nutrizione, per l’acqua e per la salute dei profughi.
Insieme alla donna italiana sono stati rapiti anche due spagnoli, la cooperante Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’Associazione amici del popolo Saharaoui e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat.
Tindouf sorge sull’altipiano dell’Hammada, una vasta superficie nel deserto del Sahara algerino al confine con i territori del Sahara Occidentale. Nel campo profughi di Tindouf vivono circa 175.000 persone, quasi tutti appartenenti al popolo Saharawi. Sono i rifuggiati che non accettano il dominio delle autorità marocchine sul loro territorio.
La questione del Sahara occidentale è aperta dal 1975 anno dell’accordo di Madrid fra Spagna, Marocco e Mauritania, con cui, nell’ottica della decolonizzazione, il governo spagnolo cede il territorio ai due stati africani. Nel 1976, il Fronte Polisario, braccio armato del precedente movimento per la liberazione nazionale formatosi nelgli anni della decolonizzazione, proclama la nascita della Repubblica Araba Sahrawi Democratica (RASD) e inizia una guerra su due fronti. Nel 1979, dopo aver decretato un cessate il fuoco unilaterale sul fronte Sud, il Polisario conclude un accordo con la Mauritania, che recede dalle rivendicazioni. Sul fronte nord invece la situazione va sempre più deteriorandosi, poichè il Marocco non intende cedere alle rivendicazioni del Polisario. I terriori del Sahara occidentale sono ancora oggi sotto il controllo dell’esercito marocchino. Neanche l’interevento dell’Onu è riuscito a risolvere la situazione.
Secondo diverse fonti, negli anni il Fronte Polisario ha stretto un legame sempre più solido con il movimento terroristico attivo nel Sahel, al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM). I crescenti collegamenti fra AQIM e Fronte Polisario sono legati allo sviluppo di attività di contrabbando e traffico di droga e armi.
Il rapimento di Rossella e dei due spagnoli, seppur non ancora rivendicato, sembra essere legato al movimento AQIM.
Il ministero degli Esteri, attraverso l’Unità di Crisi e l’Ambasciata italiana ad Algeri, ha immediatamente attivato tutti i canali utili per promuovere una positiva soluzione della vicenda, e si mantiene in contatto con i familiari e con il CISP.