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Scandalo delle protesi Pip al silicone industriale si allarga

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 07.01.2012
Jean Claude Mas e le sue protesi fatte con silicone per materassi

Jean Claude Mas e le sue protesi fatte con silicone per materassi

Lo scandalo delle protesi al silicone, dopo aver raggiunto tutti i paesi europei tra cui l’Italia, si sta allargando ai paesi dell’est e al Sud America. Intanto emergono altri dati sul tipo di silicone utilizzato, che non era per uso ospedaliero ma per la realizzazione di materassi.

Intanto la rimozione delle protesi della società Pip viene consigliata in Francia e in Repubblica Ceca, mentre la Gran Bretagna cede alle pressioni e rimborserà chi vuole farsi rimuovere le protesi, mentre in Colombia centinaia di donne stanno organizzandosi per una class action contro l’azienda francese Pip.

In Italia le strutture ospedaliere pubbliche e private dovranno stilare entro quindici giorni un elenco nominativo delle portatrici di protesi mammarie Pip a partire dal 2001. Lo ha stabilito il ministero della Salute.

I funzionari della sanità in Germania e Repubblica Ceca hanno consigliato alle donne che hanno delle protesi mammarie potenzialmente difettose a farsele rimuovere.

Gli impianti, fatti dalla società francese Pip, contengono silicone industriale, a grande rischio di rottura all’interno del corpo.

Francia e Venezuela hanno già detto che le protesi vanno rimosse, mentre il Regno Unito aveva finora detto che non c’è una necessità immediata.

Circa 300.000 impianti sono stati venduti in 65 paesi negli ultimi 12 anni.

Essi sono stati vietati in Francia nel 2010 dopo che le autorità hanno scoperto che contenevano una percentuale di gel di silicone industriale – che serve per essere inserito nei materassi – al posto di materiale specifico per utilizzo medico.

L’ufficio federale tedesco per la farmaceutica e per i dispositivi medici ha detto che le indagini hanno dimostrato che anche gli impianti che non presentano segni di rottura potrebbero rappresentare un rischio per la salute.

“L’ufficio raccomanda pertanto che gli impianti in questione vengano rimossi come misura precauzionale”, ha detto il presidente Walter Schwerdtfeger.

Ha detto che l’urgenza dell’espletamento della procedura dipende principalmente da quanto tempo le protesi sono state impiantate.

Il ministero della salute nella Repubblica ceca, dove si pensa che circa 2.000 persone abbiano le protesi impiantate, ha detto di non aver finora rilevato alcun “rischio di gravi problemi di salute”, ma che consiglia ai pazienti di farsi rimuovere le protesi o di controllarle annualmente.

I funzionari della sanità britannici hanno detto non è necessaria la “rimozione di routine” di protesi Pip, ma il governo ha detto che se l’impianto è stato inserito sotto il Servizio Sanitario Nazionale (NHS), lo stato coprirebbe il costo della rimozione.

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