Meglio tardi che mai. Sembra che finalmente qualcuno sia giunto alle vere cause dell’affondamento del Titanic ad un secolo dal tragico evento. La scarsa qualità dei rivetti presenti sullo scafo del Titanic potrebbe aver contribuito al veloce affondamento dopo la collisione con un iceberg.
Anche il meteo potrebbe aver giocato un brutto scherzo al Titanic, spiegando la singolare presenza di un iceberg a latitudini solitamente libere da ghiacci. Lo ha affermato il giornalista scientifico Richard Corfield, che ha ripreso in mano il dossier dell’affondamento, cercando di ricostruire gli eventi che hanno causato la tragedia.
A Corfield si è aggiunto il prezioso lavoro di due esperti di metalli, Tim Foecke e Jennifer Hooper McCarty.
I tre hanno combinato le loro analisi con i dati storici del cantiere navale di Belfast dove fu costruito il Titanic, pubblicando la ricerca sulla rivista Physics World.
E quello che hanno scoperto è abbastanza sorprendente: i chiodi che tenevano insieme i pezzi dello scafo della nave non avevano la stessa composizione o qualità, e non erano nemmeno stati inseriti in modo uniforme, secondo una dichiarazione alla rivista Physics World.
Ciò significa che, in pratica, la regione dello scafo del Titanic che è andata ad urtare contro l’iceberg era molto più debole rispetto al corpo principale della nave – hanno ipotizzato Foecke e McCarty.
I materiali di più basa qualità sarebbero giustificati dalla volontà dei costruttori di ridurre i costi. Questo spiegherebbe anche il motivo per cui il capitano della nave aveva sempre sostenuto che le navi dell’epoca potevano tranquillamente sostenere un impatto con un iceberg. Forse era vero, ma non con la qualità costruttiva del Titanic.
Sembra inoltre che la posizione anomala dell’iceberg, a migliaia di chilometri di distanza dal suo normale corso, potrebbe essere stato colpa del clima.
A volte quando il clima è più caldo del solito nei Caraibi, la Corrente del Golfo si interseca con la Corrente del Labrador, che porta con sé gli iceberg verso il Nord Atlantico, in modo tale che gli iceberg si allineano a formare una barriera di ghiaccio.
Nel 1912, i Caraibi ebbero un’estate insolitamente calda. Quindi la Corrente del Golfo era particolarmente intensa.
La ricerca prova quindi a far luce sul più famoso disastro navale di tutti i tempi, su cui si sono scritti fiumi di inchiostro. Di certo, è sempre più chiaro che l’errore umano e l’impreparazione ad affrotare eventi simili si è fatalmente intrecciato con altri fatti sfortunati. Domenica 14 Aprile 1912, alle 23:40, il Titanic, partito da Southampton, in Inghilterra, e diretto a New York, colpì un iceberg al largo delle coste di Terranova, affondando nell’Atlantico e portando con sé 1523 vite.
Certo, meglio tardi che mai, visto che la notizia dei rivetti di scarsa qualità era stata oggetto quattro o cinque anni fa di un approfondito servizio su uno dei tanti canali scientifici di Sky. Il tutto condito con analisi metallurgiche ecc, ecc.
Consiglierei la Redazione di stare un pò più attenta nel gabellare per novità notizie vecchie ed usurate.