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Il rinnovo della presidenza e del consiglio del Parco di San Rossore

Scritto da Renzo Moschini il 25.01.2016

Basta affidarci alle cronache per avere conferma che la nomina dei presidenti dei parchi e delle aree protette spesso non offre il meglio della politica istituzionale. E’ di questi giorni la polemica sul parco -mi pare geominerario- toscano la cui presidente nominata dal ministro ha suscitato vivaci polemiche tra i comuni interessati. Idem nella vicina Liguria dove  a Portofino non riesce a designare il nuovo presidente.

Avendo già detto la mia sulle nomine imminenti di San Rossore vorrei  aggiungere che mai come in questo momento è da evitare che le scelte risultino dettate dalla ‘parrocchia’ di appartenenza anziché dalla competenza e conoscenza della situazione. Tanto più indispensabile questa esigenza mentre anche sul nostro parco si registrano troppi ritorni polemici ad un passato che riuscimmo a sconfiggere. Mi riferisco alle solite voci sul parco che blocca, penalizza le  potenzialità dei comuni vuoi che si tratti del porto di Boccadarno, di Coltano, di Viareggio, di Massarosa. E in più d’un caso si tratta di amministratori locali che evidentemente di questo territorio ignorano o quasi la sua storia e quel banalissimo fatto di avere ‘salvato’ un ambiente di cui si può parlare seriamente  di programmazione e pianificazione quella vera e non delle chiacchere. Questo è il parco non una realtà da sottomettere al ‘comando’ di chi non ne sa niente o ben poco. Insomma  che  deve rispondere  della sua gestione alla regione e alle istituzioni locali e non ad una parrocchia politica.

Renzo Moschini

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