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La Birmania abolisce la censura sui media

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 20.08.2012

Il Segretario di Stato Americano Hillary Clinton e il presidente Thein Sein

E’ stata abolita in Birmania la censura su ogni tipo di media. La ocmunicazione ès tata data dal Ministero dell’Informazione Birmana che dopo mezzo secolo di  censura libera i giornalisti, ma non solo dai severi controlli. I controlli precedenti prevedeano che goni tipo di comunicazione pubblica, dalle canzoni, alle fiabe, ai libri dovesse passare al vaglio dei controllori

“Questo è un grande giorno per tutti i giornalisti in Myanmar, che hanno lavorato in queste odiose restrizioni per troppi anni”, ha detto un redattore di un giornale  settimanale di Yangon che ha preferito rimanere anonimo.

“E’ anche un altro esempio incoraggiante dei progressi che il paese sta compiendo sotto il governo  Thein Sein”, ha aggiunto.

Alcune riforme erano già state avviate in materia di censur,ma a patire dal 20 agosto anche le riviste politiche e religiose possono ora andare in stampa senza previa approvazione della censura.

“Da ora ora in poi, non è necessario inviare le pubblicazioni locali  le loro storie alla  censura”, ha detto Tint Swe, responsabile del Press Scrutiny and Registration Department (PSRD).

“La censura è cominciata il 6 agosto 1964 ed è terminata 48 anni e due settimane più tardi,” ha detto alla AFP, l’ ex ufficiale dell’esercito per telefono dalla capitale Naypyidaw.

L’unica eccezione è la censura cinematografica, che rimane al suo posto, secondo  le infromazioni che un funzionario del ministero ha fornito all’AFP. I giornalisti televisivi invece ovranno attuare una sorta di  “auto censura” con la richiesta di istruzioni su notizie riservate, ha aggiunto.

I giornalisti imprigionati  sono stati liberati da lunghe pene detentive, e la decisione di abolire la censura è stata accolta con un sospiro di sollievo nelle redazioni di tutta la città di Yangon.

Secondo alcuni giornalisti, però , la categoria non è ancora completamente tutelata perchè potrebbero esserci delle ritorsioni se il contenuto dei loro servizi non dovesse corispondere pienamente alle “prerogative” del governo.

Il clima più aperto aveva già consentito che si parlasse di argomenti politici anche dando spazio al leader dell’opposizione. Ma si è ancora in un clima di adattamento e di timidi tentativi.

Ad esempio recentemente due riviste avevano ricevuto una sospensione di 15 giorni per non aver sottoposto alla censure alcuni articoli. Per questo decine di giornalisti sono scesi in piazza in segno di protesta.

All’inizio di questo mese le autorità hanno annunciato la creazione di un “Core Press Council”, in cui sono compresi anche i  giornalisti, un ex giudice della Corte suprema e studiosi in pensione per studiare l’etica dei media e risolvere le controversie riguardanti la  stampa.

 

Fonte AFP

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