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ISPRA dice sì alla biomassa dalle foreste in Italia

E' in aumento il manto forestale in italia, e secondo Ispra, soprattutto nel Lazio, con le dovute cautele, una parte della legna può essere destinata alla biomassa senza incidere sulla biodiversità

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 18.10.2013

Le foreste italiane sono in crescita e una piccola parte di esse può essere utilizzata per l’energia a biomassa. A dirlo un rapporto dell’ISPRA realizzato in seno al progetto europeo Proforbiomed, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Commissione Europea, all’interno del programma MED “Improving of the energy efficiency and promotion of renewable energy sources”, a cui ISPRA partecipa come partner.

taglio per biomassa

 

Le foreste italiane dal dopoguerra ad oggi, si legge nel rapporto di ISPRA, sono raddoppiate. Il 34,7% della superficie del nostro paese è coperta da boschi, questo in larga parte grazie a processi naturali di espansione del bosco su coltivi e pascoli abbandonati in zone di collina e montagna, ma anche alla creazione di nuovi boschi (riforestazione e afforestazione).

Secondo l’ISPRA l’Italia è il Paese UE con il minor rapporto tra legna prelevata e legna prodotta.

“In linea teorica,” si legge nel comunicato “nel Lazio sarebbero potenzialmente disponibili circa 640 mila ettari di aree agricole e pascoli abbandonati e degradati utilizzabili per questo genere di piantagioni. Nell’ipotesi concreta – sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico – di realizzare, 10 mila ettari di nuove colture forestali a ciclo breve, si potrebbero produrre 85 mila tonnellate di legna, in grado di alimentare 4 centrali da 1 megawatt.” I boschi del Lazio coprono una percentuale superiore a quella nazionale.

A livello nazionale, invece, si possono ottenere 3 milioni di tonnellate di petrolio (TEP) equivalenti l’anno, senza ferire le foreste e mantenendo le necessarie misura di salvaguardia e protezione della biodiversità. Questa quantità è pari all’1,6 percento circa dei consumi energetici nazionali (che nel 2012 si sono attestati intorno a 178 milioni di TEP equivalenti, in lieve calo rispetto al 2011 per effetto della crisi economica). Le foreste del Lazio possono produrre quasi 220 mila TEP, l’1,8 percento del consumo regionale di energia.

“Ad oggi nel Lazio sono stati realizzati appena 80 ettari di piantagioni forestali di robinia, eucalipti e salici, con tagli periodici a turno breve (pochi anni), per produrre legna per energia,” dice il comunicato. 

Proforbiomed ha l’obiettivo di promuovere l’uso della biomassa come fonte rinnovabili di energia, attraverso lo sviluppo di una strategia integrata di uso sostenibile della biomassa forestale nell’area mediterranea. L’ISPRA svolge azioni riguardanti il monitoraggio degli impatti che l’utilizzo delle biomasse forestali e delle piantagioni legno-energia possono arrecare alle biocenosi naturali.

L’ ISPRA raccomanda lo sviluppo di filiere corte, integrate e su piccola scala, per la produzione e l’impiego di biomasse, poiché ciò potrebbe avere ricadute migliori sul piano della sostenibilità economica, ecologica e sul controllo sociale delle fonti energetiche e una riduzione dei costi ambientali legati al trasporto del combustibile biomassa legnosa.

I risultati dello studio sono stati presentati questa mattina in una conferenza a Roma.

 

 

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