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L’eugenetica liberale

Scritto da Maria Rosa Pantè il 19.03.2012

Alex Grossini è un ex allievo del Liceo Classico d’Adda, il mio Liceo, dove ho studiato e dove ora lavoro. Si trova a Varallo, Piemonte.

Alex si è laureato in Filosofia, dottore di ricerca in Filosofia presso l’Università di Trieste, ha collaborato a un progetto del Centro Studi di Etica Pubblica dell’Università Vita-Salute S. Raffaele di Milano. Ha pubblicato nel 2011 il libero “Etica e nuova genetica” presso la casa editrice Bruno Mondadori.

Purtroppo, finito il progetto, è ora disoccupato. Si stenta a crederlo, ma è così, speriamo non diventi un cervello in fuga!

Nel frattempo è stato chiamato a tenere una serie di incontri con gli studenti del d’Adda, in cui ha presentato il suo lavoro, suscitando molto interesse e una serie di domande.

In effetti ciò di cui Alex si occupa è argomento molto dibattuto: la genetica, anzi addirittura l’eugenetica. A qualcuno la parola dirà poco, ad altri invece evocherà fantasmi terribili come il Nazismo: perché l’eugenetica allora era una teoria di miglioramento della razza che prevedeva l’eliminazione delle persone, in particolare, i bambini difettosi, cioè con qualche handicap. Eugenetica, deriva dal greco e vuol dire: “buona stirpe”.

Siccome io sono una di quelle che ricorda l’eugenetica nazista, e probabilmente sarei rientrata tra i difettosi, ho tremato, anche se poi ascoltando e leggendo le testi di Alex Grossini un po’ mi sono tranquillizzata.

L’idea di migliorare attraverso la selezione, non solo le razze canine, ma anche gli esseri umani è antichissima, la si trova anche in Platone, ma dagli anni ’50 l’eugenetica è fortunatamente altra cosa.

Prima di tutto non è più un miglioramento della razza e dunque applicabile a una massa, ma è un potenziamento individuale, cioè frutto della scelta di un individuo non imposta dall’alto. Poi è un potenziamento appunto, da intendersi anche come una terapia. L’esempio cui accenna Grossini si riferisce alle immunitarie, un vaccino in fondo è un potenziamento del sistema immunitario per evitare certe malattie. Si tratta di perversione genetica? No, ma per analogia si avvicina all’idea dell’eugenetica liberale.

Alex Grossini ha trattato soprattutto il mondo dello sport, il doping, ma anche alcune pratiche di potenziamento che sono permesse.

La conoscenza del DNA, la mappatura dei geni ha dato e darà grandi possibilità di ricerca e di evoluzione all’eugenetica.

Potrebbe forse rendere tutti migliori moralmente, rendere tutti più intelligenti, soprattutto più sani.

L’autore mostra grande entusiasmo e fiducia in questa disciplina e nelle sue applicazioni già presenti e future.

La mia impressione è che non si può arretrare la ricerca, come fu per l’energia nucleare. Spero si possa almeno “disciplinarla”, spero che i ricercatori, e soprattutto chi userà di queste scoperte abbia ben presente non solo le sue potenzialità, ma anche i suoi rischi. Insomma spero che all’eugenetica liberale vada meglio che all’energia atomica: non vorremmo di certo una Hiroshima o una Cernobyl della manipolazione del DNA né umano, né animale, né vegetale che porti alla consapevolezza dei limiti solo dopo un’ecatombe.

 

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