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Tragedie greche e non

Scritto da Maria Rosa Pantè il 30.07.2012

Olimpiadi, tregua olimpica, la fiaccola che parte dalla Grecia. E se la Grecia chiedesse il copyright? Riempirsi la bocca di storia e demolire il nostro passato è da criminali. Che accade in Grecia ora? Tutti incollati a guardare le Olimpiadi? A Londra, tra l’altro, restano i frontoni del Partenone. Sto pensando che basta anche con le ipocrisie che certi beni sono patrimonio dell’umanità. L’umanità, che parola vuota di fronte alla finanza e alla crisi, non vi pare?

E per parlare di umanità che vien meno ecco la Finlandia. Legata alla Grecia perché aveva proposto di portar via l’Acropoli ai Greci, perché i Greci dovevano pagare il debito. Ma chi sono i Finlandesi? Cosa hanno dato all’umanità? Chi ricorda un personaggio finlandese? Quale progresso è dovuto a un finlandese? Ecco ora offendo i Finlandesi e non me ne frega nulla! Sono sicura che qualche finlandese sia da salvare, forse tutti, ma certo il governo che hanno votato non merita alcuna stima. (e non è l’unico governo a non meritare considerazione mi pare, dato che l’idea di base pare essere affamare i popoli!.

Umanità, il governo di robot, il governo Monti sta ammazzando, sì sì lo ribadisco, la dignità (e fra poco anche il fisico) di un buon numero di persone. Oltre a tutti gli altri, parlo delle mie amiche, docenti inidonee che verranno private del loro posto di lavoro per essere imprigionate in compiti che non hanno scelto e non sono preparate a svolgere, portando via il posto a persone competenti. Queste donne stanno facendo da giorni un sit in davanti al senato e hanno iniziato uno sciopero della fame e dei farmaci salva-vita. Io le ammiro e voglio che si sappia, ma mi chiedo se vale la pena. I robot del governo son convinti di fare il bene dello spread, che dietro lo spread ci siano persone chissà se lo sanno? Onore a quelle donne comunque di cui nessuno o quasi parla. Onore alla loro forza e alla loro speranza!!!

Senza speranza in una situazione di vera aporia sembra essere la situazione dell’Ilva di Taranto, paradigma di molte altre situazioni simili e che non si conoscono. Almeno qui le cose sono uscite allo scoperto. Si tratta di una vera aporia tragica, cioè di un strada senza via d’uscita, di una situazione in cui qualsiasi scelta è tragica. È giusto? È umano costringere persone a lavorare in queste condizioni? A far sì che si debba scegliere tra il lavoro e la malattia mortale, il disastro amientale?
Una tragedia greca e qui il cerchio si chiude.
Evviva le Olimpiadi, la tregua dalla tragedia, però la tragedia continua. Non lasciamoci travolgere!

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