
Buon venerdì a tutti!
Oggi dobbiamo cambiare completamente scenario. Siamo giunti, procedendo a passo spedito al rinascimento. Il 1400 vede un legame profondo con il secolo precedente, con il periodo medievale, ma mantiene un suo tratto caratteristico: la cultura esce dal mondo chiuso dei chiostri e dalle poche università nate precedentemente e aumenta il suo raggio d’azione.
Una ritrovata attenzione per i classici percorrerà tutto questo periodo: alle medievali letture allegoriche, ora si preferisce una lettura filologica, data da un lungo studio sul testo tramandato.
Tra i primi filologi umanisti è bene ricordate Francesco Petrarca e Lorenzo Valla.
La nuova cultura trova largo spazio presso le corti dei signori e dei sovrani europei. Sempre più svincolati dall’autorità papale e imperiale.
La tendenza filosofica dominante in questo periodo viene definita platonismo umanistico.
Il primo grande esponente è Nikolaus Chripfs, meglio conosciuto come Niccolò Cusano ( perché nato a Cusa, presso Bressanone, nel 1401).
Anche Cusano tenta di analizzare logicamente e razionalmente la figura di Dio, giungendo a sostenere che Dio contiene in sé il massimo ( intesa come totalità) e il minimo( Intendendo con tale termine l’unità semplice che trascende il mondo terreno, l’Uno Plotiniano per intenderci).
In altre parole in Dio coincidono la parte e il tutto: tutte le cose sono in Dio ecco perché Cusano parlerà di complicatio, ma contemporaneamente, Dio si esplica in tutte le cose, ecco che il nostro autore userà per definire ciò il termine esplicatio.
In Dio insomma si può dire che vi sia coincidentia oppositorum, non in filosofese cioè gli opposti coincidono e si fondono assieme.
Ne consegue logicamente che di Dio possaimo dire solo ciò che non è, al massimo possiamo avvicinarsi alla sua comprensione con congetture e per mezzo di immagini, ma mai si potrà dire ciò che esso è.
Il centro del platonismo umanistico viene ad essere Firenze, soprattutto grazie all’accademia fiorentina, nata per volontà di Lorenzo De Medici e istituita sotto la supervisione di Marsilio Ficino, altro grande filosofo di questo periodo. Ficino infatti vede nel platonismo la vera filosofia, conciliabile con il cristianesimo.
Quello che va evidenziato è che al centro del pensiero di Ficino, ma in generale di tutti i filosofi rinascimentali è la rivalutazione dell’uomo che viene inteso come microcosmo, dove vi è la sintesi e il centro dell’intero universo. L’anima dell’uomo è un po’ come se fingesse da collegamento fra il cielo e la terra poiché include ciò che è immortale (l’anima) e ciò che invece è corruttibile e di conseguenza mortale ( il corpo). L’essenza dell’anima è soltanto l’amore, ossia lo slancio verso Dio.
Quello che dobbiamo ancora dire i questo florido periodo è che fu un miscuglio strano di astrologia, scienza e magia. E’ bene evidenziarlo perché la natura viene studiata e catalogata sotto varie classificazioni.
Ad esempio il principio cardine della magia era che la natura fosse un tutto omogeneo, intessuto da strette corrispondenze. Un platonico su tutti, Paracelso, sosteneva che le varie parti dell’organismo umano corrispondessero alle varie componenti del cosmo e da qui ricavava la base per la sua pratica medica. Inoltre la magia si divideva in naturale e diabolica. Quella naturale, oggi noi potremmo definirla come lo studio della scienza della natura, la diabolica invece utilizzava, secondo gli studiosi del secolo, forze consederate demoniache.
Quello che a noi interessa in questo momento è evidenziare due dati: il primo è che la concezione dell’uomo viene rivalutata rispetto al medioevo. Da corpo destinato a morire, si ha una valutazione dell’uomo come centro dell’universo, fulcro su cui basare l’attenzione. Secondo dato, tutt’altro che irrilevante è che la Natura viene vista come qualcosa di misterioso e magico. Tutto ciò va scoperto per mezzo della propria ragione, fin quanto sia possibile. La rivalutazione della Natura nasce qui e ci porterà lontano…
Il film che consiglio questa settimana è Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli.
Mi sembra giusto guardare una volta ogni tanto, un grande regista, e non solo per la sua morte recente. E’ un capolavoro!