Una buona notizia per la biodiversità e un buon esempio di gestione dei Parchi.
Quest’anno i volontari del Parco del Delta del Po e quelli dell’ISPRA, riuniti per la consueta operazione dell’inanellamento dei pulli di fenicottero che si ripete da quasi un decennio, hanno avuto un bel da fare. Infatti i pulcini nati dalle uova deposte all’interno della salina di Comacchio nella scorsa primavera quest’anno sono circa 2000 a differenza del 2007/2008 ad esempio, in cui i pulcini erano stati 700/800.
I fenicotteri vengono raggruppati dai volontari e viene loro applicato un anello di colore blu, leggero e anallergico, di modo che possano essere riconosciuti anche quando si sposteranno su altri siti.
Infatti il fenicottero è un uccello migratore che dalle zone del nord Africa si sposta nel Mediterraneo alla ricerca di zone umide. A causa dei cambiamenti climatici però, il fenicottero è costretto negli ultimi anni a spostarsi sempre più a nord per trovare le condizioni ottimali. La zona del Delta del Po, che prima veniva utilizzata da questo animale solo per la sosta e l’alimentazione, dal ’93 è diventata anche sito di riproduzione:
qui i fenicotteri trovano un clima e un livello dell’acqua ideali per la nidificazione.

Inanellamento
Il fenicottero è diventato ormai il simbolo del Delta e da anni il direttore del Parco del Delta per l’Emilia Romagna, Lucilla Previat,i è impegnata nel creare le migliori condizioni in termini di ambiente e tutela per far sì che questa specie incrementi la sua presenza sul territorio.
“E’ un bellissimo segnale – ha commentato la direttrice – che conferma la validità e la lungimiranza del nostro lavoro. Pochi giorni fa abbiamo ricevuto la visita di una delegazione della Commissione Europea, che ha rilevato la bontà del nostro operato rispetto ai progetti di gestione della Salina di Comacchio; oggi, questo dato sul campo ci rafforza nella soddisfazione. Ed è emblematico che si stia parlando di fenicotteri: non solo per il loro fascino, ma anche perché la loro presenza caratterizza da anni anche le Saline di Cervia, la porta più meridionale del nostro Parco, dove i fenicotteri non nidificano ma vanno “a pranzo” quotidianamente, a conferma che il territorio e l’ambiente non hanno confini”.
Infatti il giorno dell’inanelllamento è presente anche la direttrice del Parco del Delta del Po della Regione Veneto, Emanuela Finesso: i due Parchi stanno collaborando su diversi progetti: “del resto i fenicotteri sono sempre gli stessi, e vengono a mangiare anche dalla parte veneta – scherza la direttrice -: la magia dell’ambiente deltizio non va delimitata da confini geografici, ma messa in valore comune. La conservazione della biodiversità deve essere affrontata avendo come riferimento un ecosistema di grandi proporzioni, che va dalla laguna di Venezia – dove pure i fenicotteri nidificano – giù fino a Cervia. I fenicotteri diventano un magnifico esempio di superamento dei confini amministrativi: come uccelli migratori, hanno solo bisogno di un ambiente di straordinaria naturalità, di spazi adatti ed accoglienti come il delta nel suo insieme”.
E Lucilla Previati aggiunge: “Siamo stati in grado di salvaguardare al meglio questa specie, ma la stessa operazione va fatta con altre, che pure caratterizzano alla stessa maniera il nostro ambiente naturale: penso ad uccelli emblematici delle spiagge del Delta, come il fratino o il fraticello, minacciati oltre che dalle attività antropiche anche dal sovrannumero di alcune specie opportuniste, quali il gabbiano reale; ma penso anche e soprattutto all’anguilla, per la cui salvaguardia il Parco si sta impegnando da tempo, con progetti articolati e di grande respiro”.
Con i numeri degli ultimi anni il Parco del Delto del Po si attesta fra le colonie più numerose d’Europa di fenicotteri, specie protetta inserita nella Lista Rossa IUCN. Altre colonie si trovano in Spagna, Turchia e Francia.
Attualmente questa grande riproduzione non crea problemi all’ambiente circostante: infatti i fenicotteri si nutrono di corstacei, che danno il colore rosa al loro piumaggio e la convivenza con le altre attività della zona continua ad essere ottima. Da subito però si aprirà un dibattito su quale sia il numero di individui utile a non turbare l’equilibrio del Parco.
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