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Orso marsicano: spunta l’ipotesi veleno, potrebbe non essere stato ucciso a fucilate

Gaianews.it ha raggiunto la direzione del Parco, ma non ci sono ancora elementi di certezza. Si resta in attesa delle analisi

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 09.07.2013

Hanno dato l’allarme forse troppo presto i dirigenti del Parco d’Abruzzo. Secondo l’agenzia ASI PRESS l’orso Stefano, ritrovato senza vita domenica mattina da un escursionista potrebbe non essere stato ucciso da colpi di fucile. Nello stomaco dell’animale sarebbe stata rinvenuta carne di cavallo. Un puledro predato si trovava nelle vicinanze. I cani antiveleno del progetto “Antidoto” stanno perlustrando la zona. Gaianews.it ha contattato il Direttore del Parco d’Abruzzo Dario Febbo il quale ha riferito di essere in attesa di conferme o di altre notizie dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo, dove si stanno svolgendo le indagini.

L'orso Stefano

Non sono ancora chiare le circostanze della morte dell’orso Stefano. Secondo l’agenzia ASI PRESS, “Da indiscrezioni sembrerebbe che nello stomaco dell’orso sia stata trovata carne del puledro ritrovato morto a 10 metri dal punto in cui e’ stato rinvenuto l’orso stesso. Il piccolo di cavallo, dai primi rilievi, sarebbe stato prima ucciso e predato dai lupi, successivamente, quando la carcassa è andata in decomposizione, l’orso se ne sarebbe cibato.

L’agenzia parla anche di ferite vecchie: l’orso sarebbe stato vittima di attacchi con arma da fuoco in precedenza senza che questo ne implicasse la morte. ASI riporta:”Sembrerebbe inoltre che il colpo rinvenuto con l’indagine radiografica sulla zampa dell’orso risalirebbe a una ferita vecchia e quindi non riconducibile alla morte dell’orso. Il foro sull’arcata orbitale presenterebbe delle compatibilità con uno provocato da un’arma di calibro medio, forse esploso da un’arma corta, ma il proiettile, al momento, non sarebbe stato ritrovato all’interno del cranio e non c’è un foro di uscita sulla parte posteriore della testa dell’orso.

ASI press inoltre comunica che “i cani antiveleno del Corpo forestale dello Stato perlustreranno la zona ai piedi del monte Marrone, tra Castel S. Vincenzo e Rocchetta al Volturno, in provincia di Isernia.”

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