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Deregulation su esposizione ai cellulari: esperti e associazioni si oppongono

Un articolo del Decreto Sviluppo potrebbe portare ad una deregulation sul monitoraggio delle onde provenienti dai cellulari

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 14.11.2012

Mentre si susseguono studi scientifici sull’effetto dell’uso dei cellulari sulla salute, con risultati contrastanti, in Italia, dopo la sentenza della Cassazione che costringeva un’azienda a rimborsare un malato di tumore riconoscendo la connessione fra uso intenso del cellulare per motivi di lavoro e comparsa del tumore, la polemica riesplode a causa di un tentativo di deregulation sul monitoraggio delle onde magnetiche.

Telefono cellulare

Sul tema bollente dell’uso dei cellulari si è tenuto ieri un convegno a Roma dal titolo “Campi elettromagnetici e salute: c’è il rischio di un disastro ambientale con il decreto crescita?” organizzato dall’International Commission for Electromagnetic Safety (Icems), dall’università di Roma Tre e dall’Ateneo della Tuscia, con la collaborazione dell’Associazione malattie da intossicazione cronica e ambientale (Amica).

 Livio Giuliani – portavoce dall’International Commission for Electromagnetic Safety (Commissione internazionale per la sicurezza elettromagnetica) ha dichiarato durante il convegno: “Studi internazionali hanno dimostrato un aumento anche del 200 per cento dei casi di tumore alla testa e in particolare al cervello, come il glioma, legato all’esposizione alle microonde del telefonino.”

Il convegno degli esperti, si è riunito ieri proprio per parlare di questo aspetto ancora oscuro della questione in relazione ad una modifica inserita nel Decreto Sviluppo che modificherebbe le modalità di rilievo delle onde, una sorta di deregulation, che porterebbe a norme meno severe e meno garantiste per la nostra salute.

Ad oggi, in realtà, le nostre leggi ci proteggono abbastanza, secondo gli esperti: “L’Italia ha una legislazione all’avanguardia nella sicurezza della popolazione in questo settore – afferma Livio Giuliani, portavoce dell’Icems – ma se passerà questo decreto rischia di retrocedere di fatto dietro la Cina. Il nostro limite sui campi elettromagnetici di 6 volt per metro è stato copiato dalla Polonia e dalla Svizzera”.

Su questo argomento esiste una Rete No Elettrosmog che si è già schierata a fianco degli esperti scrivendo una lettera ai Senatori affinchè la modifica non venga apportata.

“Con l’articolo 14 si vuole introdurre una de-regulation- spiegano dall’associazione – : non si misura più in un ristretto lasso di tempo per individuare i valori alti di esposizione, ma si fa la media delle 24 ore: quindi si ammettono valori altissimi ad es. nella mattina, visto che di notte la trasmissione è bassissima!”

E continua: “Trattasi, dunque, di un provvedimento che attua una grave ed irreparabile deregulation dei procedimenti amministrativi finalizzati alle verifiche preventive ed ai controlli di carattere sanitario, che va ad incidere pesantemente sulla corretta applicabilità del Principio di Precauzione, vanificando i richiami ai criteri di minimizzazione, contenuti a più livelli, sia nella normativa nazionale che comunitaria, in materia di impianti di telecomunicazioni. Egregi Senatori: sta a voi bloccare questo atto criminoso che avrà ripercussioni certe nel medio lungo termine su tutta la popolazione!”.

Gl esperti dell’Icems, da parte loro, ritengono che  “oggi è disponibile la necessaria base scientifica per stabilire una classificazione più severa dell’esposizione al cellulare come probabile cancerogeno. Un’evidenza basata su studi in vitro e in vivo e sulla scoperta di meccanismi biofisici o biochimici che possono essere coinvolti nell’insorgenza dei tumori”.

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