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Pani (AIFA) su Stamina: pazienti non monitorati
Nessuna autorizzazione agli Spedali di Brescia

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 06.02.2014

Il direttore generale di AIFA Luca Pani ha parlato in audizione al Senato sul caso Stamina. Secondo Pani, i pazienti trattati con Stamina non sarebbero stati seguiti e monitorati correttamente durante i periodi di somministrazione, tanto che alcuni di loro sono dovuti ricorrere al pronto soccorso . Pani ha poi dichiarato che AIFA non ha mai rilasciato alcuna autorizzazione agli Spedali di Brescia e che quindi il parlamento deve prendere le distanze da quello che sembra un caso mediatico e di marketing per attaccare il potere di AIFA, che in realtà è l’organo deputata a garantire i cittadini contro i trattamenti pericolosi.

Davide Vannoni

Secondo Pani non è possibile stabilire una relazione fra le morti di alcuni pazienti e i trattamenti con le staminali: “Le morti dimostrano però, in modo eclatante, che i pazienti trattati non erano adeguatamente monitorati e questo è grave”.

Riguardo al monitoraggio dei pazienti Pani ha raccontato che “hanno avuto importanti eventi avversi dopo un trattamento, che non può chiamarsi neanche ‘sperimentale’, dovevano essere immediatamente monitorati, ricoverati e sottoposti a riscontro diagnostico. Non ci risulta che ciò sia avvenuto”.
Niente di quello che è successo a Brescia aveva i caratteri di una sperimentazione o di un trattamento medico e per questo ance AIFA crede che gli Spedali di Brescia siano stati sfruttati “da individui non autorizzati per pratiche non autorizzate”.

Pani ha definito Stamina un tipico caso di marketing in cui si crea grande attenzione mediatica per far passare inosservate gravi violazioni della legge sfruttando la sofferenza dei malati.

“Il Parlamento sovrano dovrebbe prendere le distanze dal business delle pseudo terapie, non solo mettendo la parola fine al caso Stamina, ma evitando altri scenari simili che non sono degni del Paese”, ha detto Pani. “Stamina dichiara di essere un movimento politico anti-regolatorio che si prefigge di ‘ridimensionare i poteri’ dell’agenzia che dirigo, per fare in modo che entrino sul mercato farmaci inefficaci e dannosi”. Ma “non si tratta di una guerra di poteri, tutt’altro. Davanti a noi c’è la prospettiva che tutti i farmaci che non raggiungono il mercato perché inutili o dannosi siano invece liberamente venduti a malati fatti vittima di speculazione commerciale. Questo metterà fine alla medicina come l’abbiamo conosciuta e al Ssn che permette agli italiani di curarsi, per permettere a un piccolo gruppo di sciacalli di arricchirsi sulla pelle dei cittadini”. Da un punto di vista “medico-scientifico e regolatorio il caso Stamina è chiuso dal maggio 2012, da quella ordinanza dell’Aifa che nessuno Tar ha mai giudicato illegittima”.

Pani ha poi definito le sentenze dei giudici che autorizzavano i trattamenti come illogiche e ha confermato che AIFA non ha rilasciato nessuna autorizzazione agli Spedali di Brescia per somministrare i trattamenti.
“Non è dato comprendere come gli Spedali di Brescia siano giunti a tale affermazione” ha detto Pani riferendosi a quanto scritto in un documento degli Spedali di accordo con Stamina che definisce la Stamina Foundation ‘soggetto qualificato e in possesso di idonea metodica per il trattamento di cellule mesenchimali staminali’.

Secondo Pani “C’è un business enorme dietro il tentativo di deregolamentare le terapie con staminali, fatto soprattutto di piccole start up tecnologiche che hanno dietro qualche venture capitalist. Si sono avuti casi in Germania, Francia e Gran Bretagna, ma i responsabili sono stati arrestati. Qui sarebbero riusciti a entrare se non fosse stato per l’Aifa e per i carabinieri dei Nas”.

Fonte: Repubblica.it

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