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Vannoni, “grottesche e ridicole” le motivazioni della bocciatura di Stamina

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 10.10.2013

E’ arrivato lo stop del Ministero della Salute al metodo Stamina. Era atteso e, dopo il pornunciamneto dell’avvocatura dello Stato, non c’erano alternative. La sperimentazione non ci sarà, i tre milioni di euro non saranno spesi. Il motivo sta nella relazione del comitato scientifico che ha valutato il metodo. La procedura non è sufficientemente dettagliata, non ci sono fondamenti scientifici e il metodo potrebbe essere rischioso per la salute dei pazienti.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in una conferenza convocata per annunciare lo stop, ha dichiarato: “Purtroppo l’epilogo di questa vicenda non è stato positivo. La sperimentazione del metodo Stamina non può essere proseguita perchè il metodo è pericoloso per la salute dei pazienti. Il comitato scientifico composto dai massimi esponenti del settore ha dato una valutazione negativa del metodo, ma non dando un giudizio a priori, bensì dando un giudizio in merito alla ripetibilità e sicurezza del metodo stesso”.

Davide Vannoni

 

Quindi non verrano prese in carico le richieste pendenti di accedere alle cure di 123 malati, e dovranno essere sospese quelle di 36 pazienti che hanno già ricevuto le infusioni.

Di questi il Ministro ha detto: “Ho chiesto all’Istituto Superiore di Sanità di visionare le cartelle cliniche dei pazienti in cura agli ospedali di Brescia con il metodo Stamina”. 

Ma questi stesi malati, gli stessi che domenica  prossima si preparavano a scendere in piazza, dicono che si rivolgeranno alla Corte Europea dei Diritti umani di Strasburgo. “Non chiediamo sperimentazioni e nemmeno che le terapie ci vengano fornite gratuitamente, ma solo libertà di cura, anche al costo di pagare a nostre spese. Almeno per quelli che stanno morendo e non hanno altra scelte” dicono i fratelli Biviano malati di distrofia muscolare. “Cosa potrebbe esser peggio per chi è in fin di vita se non vedersi togliere l’ultima speranza?”.

E non si fa attendere neanche la reazione di Davide Vannoni, che a TMNews ha definito  “grottesche e ridicole” le motivazioni che hanno spinto il ministero della Salute e il comitato scientifico a bloccare la sperimentazione del metodo Stamina.

 “Continueremo a curare i pazienti con il metodo stamina agli Spedali di Brescia”, ha dichiarato Vannoni. “Sono già in cura 40 persone, altre 120 sono in lista di attesa, ulteriori 40 aspettano il giudizio definitivo dei tribunali e tanti altri sceglieranno il ricorso alla magistratura”.

“Abbiano presentato due ricorsi, il primo – ha spiegato Vannoni – al Tar del Lazio contro il comitato scientifico sulla sperimentazione perché non era imparziale, tre quarti dei componenti avevano già espresso il loro parere contrario; perché ha bloccato una sperimentazione prima ancora che partisse, non ha bocciato la cura bensì l’opportunità di vedere se la cura funzionava. Il suo compito era fare il disegno clinico della sperimentazione, quali laboratori usare, quali criteri di valutazione, et similia, non esprimersi sul protocollo”.

Inoltre “c’è anche un problema di competenza: medici e non biologici hanno giudicato un protocollo biologico”.

Il secondo ricorso, ha spiegato ancora il presidente di Stamina Foundation, è al Tar della Lombardia, “presentato insieme agli Spedali civili di Brescia contro il blocco Aifa” e, ha sottolineato, “in quell’occasione presenteremo le cartelle cliniche dei pazienti che mostrano i miglioramenti che hanno avuto con le cure”.

 “Ci sono pazienti che si stanno organizzando per fare la cura stamina all’estero e se ci saranno le condizioni, noi li seguiremo”, e all’estero porterà anche la sperimentazione, “all’università di Miami, dal professore Camillo Ricordi”, direttore dell’Istituto di ricerca sul diabete e del centro trapianti cellulari di Miami. E non sembra la sola possibilità: “All’estero sono interessati alla sperimentazione, qualunque scienziato al momento è interessato a sapere se una cura funziona”.

 

Fonte TMnews

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