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Stamina: quale futuro per le cure compassionevoli?

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 11.10.2013

E’ arrivato ieri il no secco del Ministero della Salute al metodo Stamina di Davide Vannoni. 3 milioni di euro erano stati stanziati per la sperimentazione del metodo basato su infusioni di cellule staminali, ma il comitato scientifico ha definito il metodo mancante di presupposti di scientificità e pericoloso,  con rischi di «fenomeni di sensibilizzazione anche gravi» e di trasmissione di malattie importanti come, ad esempio, l’Hiv.

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Perciò il Ministro Lorenzin ha fatto sapere che la sperimentazione non si farà. Ma ci sono questioni che restano in sospeso. 36 pazienti hanno ricevuto l’infusione delle staminali trattate con il metodo Stamina grazie alle sentenze di giudizi che hanno autorizzato le cure compassionevoli. Altri 123 sono in lista d’attesa e 300 persone si sono già appellate al giudici per ricevere le stesse cure.

Agli Spedali Civili di Brescia hanno già fatto sapere che la struttura non può ricevere un carico più grande di quello che sostiene attualmente. In una nota il commissario del Civile Ezio Belleri  ha dichiarato: “Prendiamo atto delle notizie di stampa nell’attesa di conoscere eventuali maggiori dettagli che di detto parere dovessero essere forniti”.

L’ospedale è sotto indagine della procura di Torino proprio per aver somministrato le cellule Stamina.

Mentre il Ministro Lorenzin ha chiesto di poter esaminare le cartelle cliniche dei pazienti, dei quali però, non si ha notizia di gravi peggioramenti o eventi particolari dopo i trattamenti.

Un fattore che potrebbe far pendere la bilancia da una parte o dall’altra è la valutazione, da parte dei giudizi, di quel pericolo identificato dal comitato scientifico. Il diritto alle cure compassionevoli potrebbe infatti decadere se per portare avanti la cura il paziente rischia lo steso diritto alla salute.

 

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