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Le ombre di Petra rivelano
l’orientamento astronomico dei monumenti

Scritto da Leonardo Debbia il 08.03.2014

Durante il solstizio d’inverno i raggi del sole che filtrano nel monastero di Petra, in Giordania, illuminano il podio (o basamento) di una divinità, mentre la silhouette della montagna di fronte al monumento assume i contorni di una testa di leone, animale sacro nella religione del tempo.

Questi sono i risultati di uno studio con cui i ricercatori dell’Instituto de Astrofisica de Canarias (IAC) e del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (CSIC) di Spagna hanno mostrato come gli eventi celesti influenzarono l’orientamento delle grandi costruzioni dei Nabatei, il popolo che prosperò nel I secolo a.C. e nel I secolo d.C. nella regione oggi occupata dalla Giordania e da parti dei Paesi confinanti.

Petra. Solstizio d’inverno. Il sole al tramonto illumina il podio all’interno del monastero. (crediti: J.A.Belmonte – A.C. Gonzalez-Garcia)

Petra. Solstizio d’inverno. Il sole al tramonto illumina il podio all’interno del monastero.
(crediti: J.A.Belmonte – A.C. Gonzalez-Garcia)

Il movimento del sole nel cielo di Petra determinò le modalità di costruzione dei monumenti di questa e di altre città Nabatee, come del resto accadeva in molte culture di altre regioni della Terra.
Questo è quanto emerge da un’analisi statistica sulla posizione spaziale di palazzi, templi e tombe, effettuata da scienziati spagnoli in collaborazione con colleghi italiani dell’Università di Perugia.

I risultati, pubblicati su Nexus Network Journal, indicano che i grandi edifici furono eretti tenendo conto degli equinozi, dei solstizi e di altri eventi astronomici su cui si basava la religione nabatea.

“I monumenti nabatei sono laboratori meravigliosi, dove le caratteristiche del paesaggio interagiscono con i movimenti del sole, della luna e delle stelle”, afferma Juan Antonio Belmonte, ricercatore dello IAC e coordinatore della ricerca.

Petra

“Gli orientamenti astronomici erano parte di un piano elaborato nonchè, probabilmente, un segno della natura astrale della loro religione, che mostrava incredibili ‘ierofanie’ o manifestazioni del sacro su monumenti legati ai tempi e all’espressione materiale del culto”.

Un chiaro esempio lo si può vedere in Ad Deir, ossia il ‘monastero’ di Petra, edificio interamente scavato nella roccia, largo 50 metri e alto 45.

Durante il solstizio d’inverno, la luce del sole al tramonto che entra attraverso la porta del monumento illumina il sacro motab, una sorta di podio dove sono collocati alcuni blocchi di pietra raffiguranti divinità come il dio Dushara (o Signore della montagna).

“L’effetto è spettacolare e può essere ammirato solo durante i pochi giorni vicini al solstizio”, commenta Belmonte, che sottolinea anche come, contemporaneamente, si possa osservare un altro curioso fenomeno.

Volgendo le spalle al motab e guardando verso le rocce opposte al monumento, si osserva che il tramonto del sole riproduce i contorni della testa di un leone, l’animale consacrato alla dea nabatea Al Uzza.
Calcoli matematici mostrano anche il piano astronomico che comprende la Tomba dell’Urna, altro famoso monumento, dove si ritiene sia sepolto il re Malichus II.

Durante l’equinozio, quando la durata del giorno è uguale a quella della notte, e per tutta l’estate e durante il solstizio d’inverno, i raggi del sole al tramonto che attraversano la porta centrale illuminano tutti gli angoli interni della costruzione.

“Questa incredibile serie di ben tre allineamenti all’interno del piano della tomba, in combinazione con le caratteristiche significative sul lontano orizzonte, difficilmente possono essere attribuite al caso”, precisa Belmonte. “Noi riteniamo che si tratti di un deliberato tentativo di convertire la sala della Tomba dell’Urna in una sorta di dispositivo per misurare il tempo”.

Quando, nel 446 d.C., il vescovo cristiano Jason trasformò la Tomba dell’Urna nella Cattedrale di Petra, questi segnalatori astronomici servirono anche come riferimenti per la determinazione della vigilia di Natale (24 dicembre) e il giorno di S.Giovanni Battista (24 giugno), la data in cui il monumento fu consacrato alla nuova religione.

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