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SpaceX Dragon, primo cargo privato a tentare l’aggancio alla ISS

Scritto da Paolo Ferrante il 19.05.2012
SpaceX Dragon attracca alla ISS. Ricostruzione, crediti: SpaceX

SpaceX Dragon attracca alla ISS. Ricostruzione, crediti: SpaceX

(aggiornato) E’ stato di nuovo rimandato il lancio del cargo privato Dragon di SpaceX a due minuti dal’accensione dei motori. Oggi doveva essere il grande giorno per il lancio del primo veicolo interamente costruito da privati a partecipare ad una missione internazionale. Il privato in questione è la società californiana SpaceX, dell’imprenditore di origini sudafricane Elon Musk, diventato miliardario con PayPal e con il pallino dello spazio.

La causa dello stop, secondo un twit di Elon Musk, sarebbe una pressione nella camera del motore 5 leggermente troppo alta. “Aggiusteremo questi valori per il prossimo countdown, che avverrà entro pochi giorni”, ha concluso Musk.

SpaceX ha detto che questa mattina non ci saranno altri tentativi di lancio, e presto farà sapere quando verrà fissata la nuova data per un altro countdown. Le prime verifiche nella notte avevano dato “verde” sul funzionamento dei sistemi di bordo della sonda Dragon, che dovrà – a questo punto in data da destinarsi – volare verso la Stazione Spaziale e se tutto andrà secondo i piani dovrebbe diventare il primo cargo di concezione interamente privata a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale.

“Siamo all’alba di una nuova ed emozionante era per i viaggi nello spazio: un’era in cui la NASA e le società commerciali lavoreranno in partnership per ottenere rapidi progressi nel trasporto spaziale”, ha dichiarato SpaceX.

La missione di SpaceX è una pietra miliare in questa transizione, voluta fortemente dall’amministrazione Obama, e che dovrebbe segnare la prima volta nella storia che una società commerciale tenterà di inviare una navicella spaziale verso la Stazione Spaziale Internazionale, qualcosa che solo pochi governi sono attualmente in grado di fare.

Con la crisi economica che attanaglia gli USA e l’Europa da ormai 4 anni, l’era dei finanziamenti a pioggia sembra finita, e se la corsa allo spazio dovrà continuare, forse la logica che sta dietro alle missioni dovrà anch’essa essere cambiata. Basta miliardi spesi per costosi contratti gestiti in modo politico, sembra essere il nuovo motto, sì alla competizione per spingere il costo delle forniture tecnologiche verso il basso.

SpaceX ha già dimostrato di essere in grado di scrivere la storia del settore aerospaziale, riuscendo ad inviare un modulo Dragon in orbita attorno alla Terra per la prima delle missioni che la NASA gli ha chiesto di portare a termine.

Le missioni COTS previste sono 12 e serviranno per portare rifornimenti alla ISS per conto della NASA. Il costo finale per l’agenzia governativa sarà di 1,6 miliardi di dollari per tutte le missioni. Una vera bazzecola in confronto al costo di una missione Shuttle, che poteva arrivare anche a 2 miliardi per un solo lancio.

Il razzo che porterà il Dragon sulla ISS si chiama Falcon 9, ed è un vero gioiello tecnologico in grado di portare non solo merci, ma anche astronauti in orbita, qualcosa che attualmente gli USA non sono in grado di fare senza l’aiuto dei russi.

Il Falcon 9 è alimentato da nove motori Merlin, che si sono già accesi per due secondi a piena potenza durante i test. Il secondo stadio del razzo è alimentato da un motore a vuoto Merlin, che lavora con kerosene raffinato e ossigeno liquido, lo stesso combustibile utilizzato sul vettore della NASA Saturn V, che giunse molte volte sulla Luna negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Speriamo che porti bene alla giovane e promettente azienda SpaceX.

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