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Come i quasar influenzano la vita di una galassia

Le radiazione emesse da un quasar arrivano oltre i confini della galassia che la ospita condizionandone mutamenti e crescita

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 25.07.2013

Una squadra di  astrofisici ha scoperto come i quasar e i loro buchi neri possono influenzare le galassie. La squadra che ha osservato 10 quasar, pubblicherà la scoperta su The Astrophysical Journal. I ricercatori hanno documentato l’immenso potere di radiazione dei quasar, che arriva anni luce oltre i limiti della galassia di appartenenza.

Crediti: ESO/M. Kornmesser

Crediti: ESO/M. Kornmesser

“Per la prima volta, siamo in grado di vedere la portata reale con cui questi quasar e i loro buchi neri sono in grado di influenzare le loro galassie, e abbiamo scoperto che questa portata è limitata solo dalla quantità di gas della galassia”, ha spiegato  Kevin Hainline. “La radiazione eccita i gas fino ai margini della galassia.”

L’illuminazione del gas può avere un effetto profondo, dato che il gas che viene illuminato e riscaldato dal quasar è meno in grado di collassare sotto la sua stessa gravità e formare nuove stelle. Così, il piccolo buco nero centrale e il suo quasar possono rallentare la formazione stellare in tutta la galassia e influenzarne i cambiamenti.

“Sappiamo da un certo numero di argomenti diversi e indipendenti che questi quasar hanno un profondo effetto sulle galassie in cui vivono”, dice Hickox. “Ci sono molte polemiche su come effettivamente influenzino la galassia, ma ora abbiamo un aspetto della interazione che può estendersi all’intera galassia. Nessuno l’aveva visto prima.”

Le radiazioni rilasciate da un quasar coprono l’intero spettro elettromagnetico.

Un buco nero centrale, chiamato anche  nucleo galattico attivo, può inghiottire il gas interstellare circostante, liberando energia nel processo. Questo porta alla creazione di un quasar, che emette radiazione che illumina il gas presente in tutta la galassia.

I quasar sono piccoli rispetto a una galassia, come un granello di sabbia su una spiaggia, ma la forza delle loro radiazioni possono estendersi oltre i confini della galassia.

Crediti: Janus Brink, Southern African Large Telescope.

Crediti: Janus Brink, Southern African Large Telescope.

Hainline, e i co-autori hanno basato le loro conclusioni sulle osservazioni fatte con il Southern African Large Telescope (SALT), il più grande telescopio ottico del Sud del mondo.  Le osservazioni sono state effettuate utilizzando la spettroscopia, attraverso la scopmposizione nelle diverse lunghezze d’onda. “Per questo particolare tipo di esperimento, il SALT è tra i migliori telescopi del mondo”, hanno spiegato gli esperti.

Gli scienziati hanno anche usato dati dal Wide-field Infrared Survey Explorer della NASA (WISE), in particolare le osservazioni della luce infrarossa, perché danno una misura particolarmente affidabile della produzione totale di energia del quasar.

 

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