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CO2 Neutral: limitare la propria impronta, piantare alberi e aiutare l’economia

Scritto da Chiara Cichero il 02.05.2012

Treedom è una società italiana nata per neutralizzare  le emissioni di CO2 di individui e di società grazie ad attività di riforestazione. Treedom genera e vende crediti di Riduzione di Emissioni Verificati (1 VER = 1 ton di CO2 equivalente) a società e a istituzioni fornendo il marchio “CO2 Neutral” a chi partecipa all’iniziativa. I VER vengono generati nel rimboschire aree degradate ben determinate nei Paesi in Via di Sviluppo, previa verifica attraverso un sistema innovativo di certificazione trasparente e, infine, venduti su questa piattaforma web. I VER si traducono in una ben precisa quantità di alberi che hanno la naturale capacità di assorbire CO2 dall’atmosfera, poi associati univocamente all’utente e riferiti all’emissione che si desidera neutralizzare.

Treedom è promotrice e gestore del progetto S.A.F.E. e opera in aree fortemente degradate che hanno subito in passato un processo di deforestazione intenso. Attraverso l’attività forestale apporta evidenti benefici ambientali tra cui la ricostruzione delle reti ecologiche, la tutela della biodiversità, il miglioramento della fertilità dei suoli ed un elevato stoccaggio di carbonio da cui vengono generati crediti per la compensazione delle emissioni.S.A.F.E. e gli altri progetti in fase di preparazione sono il frutto di una filosofia di lavoro basata sulla sostenibilità sociale ed ambientale che prevede una lunga pianificazione ed una stretta collaborazione con le autorità e con le popolazioni locali. Il progetto S.A.F.E, Sostainable AgroForestry Ecosystem, si prefigge quindi di ripristinare una relazione armonica fra uomo e ambiente. L’obiettivo è migliorare le condizioni socio-economiche assicurando la sicurezza alimentare e in futuro produrre beni da destinare al circuito commerciale Fair Trade (es. Cacao, Frutta tropicale).La deforestazione causata dal taglio illegale di legname è tra le principali cause dei cambiamenti climatici. L’aumento di circa il 25% di anidride carbonica nell’atmosfera è imputabile al degrado delle foreste e alla deforestazione. 

Le foreste del bacino del fiume Congo, di cui fanno parte le foreste del Camerun, rappresentano l’ultimo polmone verde del continente africano, seconde per estensione solo alla Foresta Amazzonica. Queste zone stanno subendo un tracollo ecologico disastroso a causa del taglio illegale del legname. In Camerun si stima che il traffico illegale corrisponda al 50% del traffico globale di legname: la foresta è attraversata da un groviglio di piste rosse che penetrano nel verde della vegetazione e su queste strade si muovono i camion che trasportano alberi secolari destinati all’esportazione.

Ci sono imprese che operano nella completa illegalità, depredando le foreste dagli alberi pregiati e danneggiando in maniera irrimediabile il resto della foresta. E’ così che intere regioni si trasformano in lande desolate.La deforestazione ha anche innescato un processo di degradazione dei suoli causando la perdita del potenziale biologico del terreno. A causa del fenomeno erosivo innescato dalla rimozione degli alberi, la savana avanza a scapito delle zone verdi sottraendo nuovi terreni coltivabili. Tutto ciò ha un impatto devastante sulle popolazioni locali che basano la propria esistenza sulle produzioni agricole e sulla ricchezza dei frutti della foresta. All’interno del programma di riforestazione sono state introdotte alcune varietà arboree volte a frenare il fenomeno erosivo innescato dalla rimozione degli alberi e migliorare la fertilità dei terreni. Altre varietà sono state selezionate per rafforzare la sicurezza alimentare o perché specie a rischio di estinzione. Il progetto prevede una fase di formazione sulle pratiche agro-forestali così come sui prodotti e le loro lavorazioni.


La popolazione del villaggio di Mankim, centro delle attività del progetto, e quella dei villaggi limitrofi, è coinvolta direttamente nelle operazioni di vivaio e nelle lavorazioni agricole. I proventi derivanti dai frutti degli alberi piantati genereranno nel corso degli anni un reddito aggiuntivo per i villaggi coinvolti nel progetto. Ma in sostanza, come agisce Treedom? Per effettuare correttamente il calcolo della riduzione delle emissioni, occorre riferirsi allo scenario in assenza del progetto e stimare la CO2 equivalente presente nella biomassa. I terreni su cui opera il progetto S.A.F.E. sono antiche aree forestali degradate a savane (grassland) a basso indice di biodiversità.

Le attività di deforestazione hanno impoverito i suoli e la foresta non è riuscita ad avanzare nuovamente, creando una situazione a mosaico di foreste e terreni degradati. Attraverso il piantare alberi e lo stoccaggio del carbonio la foresta protrà aumentare di anno in anno, fino a ristorare la quantità di CO2 equivalente presente nelle foreste naturali limitrofe (che può raggiungere circa 500 tCO2(eq) per ettaro) o arrivare a tassi di accumulo molto elevati propri dei sistemi agro-forestali (fino a 800 tCO2(eq) per ettaro).

La piattaforma web, www.co2neutral.it  permette a tutti gli utenti curiosi o veramente interessati, di calcolare le emissioni di CO2 che producono a causa dei consumi di elettricità, di riscaldamento e dagli spostamenti quotidiani. In seguito al calcolo, ottenuto il risultato, l’utente può decidere di neutralizzare le emissioni scegliendo quali e quanti alberi piantare.
Ogni albero infatti è in grado di accumulare una ben determinata quantità di carbonio che altrimenti rimarrebbe in atmosfera e contrubuirebbe al riscaldamento globale.L’effetto serra è un fenomeno senza il quale la vita sulla terra non potrebbe esistere. Questo processo consiste in un riscaldamento del pianeta per l’effetto di alcuni gas composti presenti nell’aria: il vapore acqueo (H2O), il biossido di carbonio (CO2), l’ossido di azoto (N2O) e il metano (CH4) sono tra i principali gas serra nell’atmosfera terrestre.
Questi gas fanno sì che le radiazioni solari passino attraverso l’atmosfera, mentre ostacolano il passaggio verso lo spazio di parte delle radiazioni infrarosse provenienti dalla superficie terrestre. In pratica, questi gas agiscono proprio come i vetri di una serra: fanno passare la luce solare e trattengono il calore.
Il cambiamento della composizione dell’atmosfera, attraverso l’aumento o la diminuzione della concentrazione di anidride carbonica (CO2) e di altri gas, modifica l’effetto serra naturale, alterando il bilancio energetico del pianeta.
Nell’ultimo secolo un rapido incremento della concentrazione di questi gas nell’atmosfera ha provocando un aumento della temperatura. Una parte importante del surriscaldamento è riconducibile alle attività umane (attraverso) l’utilizzo dei combustibili fossili, la deforestazione, l’allevamento e l’agricoltura intensive (sono tra le cause principali del surriscaldamento ad opera dell’uomo).
Se si guarda ai dati sulla presenza di gas serra nell’atmosfera durante gli ultimi 300 anni, si osserva un aumento vertiginoso a partire dalla Rivoluzione Industriale. La correlazione tra industrializzazione e gas serra nell’atmosfera è fin troppo evidente. Basti pensare che dopo una fase di stallo a seguito della recessione mondiale cominciata nel 2008 le emissioni globali sono riprese a salire. Il 2010 infatti ha registrato un nuovo rialzo della concentrazione di CO2 nell’atmosfera, dopo un calo nel 2009.

Secondo gli esperti, il pianeta riuscirebbe oggi a riassorbire meno della metà di tali emissioni. L’attività umana ha inoltre ridotto la biomassa vegetale in grado di assorbire la CO2: la deforestazione continua ad aumentare ed aggrava ulteriormente la situazione.

Tra i partner di Co2 Neutral Jovaanotti, che ha promosso tutta la tournèè Co2 Neutral, Tiziano Ferra, l’Enel, RFK, Actavis, Italian Axa Forum, VeDrò, Playenergy etc etc.

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