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Plastica nei mari: arriva il progetto Plastic Busters

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 05.07.2013

I rifiuti di plastica dispersi nei nostri mari sono dannosi per gli animali che li abitano. E’ noto che le tartarughe spesso soffocano a causa dei sacchetti di plastica scambiati per meduse e recentemente sostanze derivate dalla plastica sono state trovate nei muscoli dello squalo elefante, che abita il Mediterraneo. Per cominciare a fronteggiare questo immane problema l’Università di Siena, ha lanciato il progetto “Plastic Busters”. Si tratta di un’imbarcazione che farà il giro del Mediterraneo per “acchiappare la plastica”, studiarne la distribuzione e gli effetti sugli animali marini. 

Plastica nei mari

Al progetto “Plastic busters”, che sarà diretto dalla professoressa Maria Cristina Fossi partecipano ricercatori e l’imbarcazione è dotata di strumenti scientifici.

L’itinerario prevede la partenza dalla Toscana per poi passare per Gibilterra, poi la Tunisia, l’Egitto, la Grecia per tornare di  nuovo a Venezia dopo tre mesi.

Il progetto, al quale aderiscono ben 30 enti, sarà presentato domani alla Certosa di Pontignano nella giornata conclusiva della conferenza internazionale First Siena Solutions Conference Sustainable Development for the Mediterranean Region.

Secondo i dati resi noti dagli esperti nello stomaco di una tartaruga sono stati trovati ino a 143 frammenti di plastiche di tutti i tipi. Dei 3 miliardi di rifiuti che invadono il Mediterraneo, tra il 70 e l’80% e’ infatti costituito da plastiche che contaminano la fauna marina e la catena alimentare, fino al pesce che arriva sulle tavole degli italiani.

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