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Fotocopiatrici a rischio privacy?

Scritto da Michele Donà il 29.06.2010

Una recente inchiesta del giornalista investigativo Armen Keteyian di CBS News, ha messo sotto i riflettori la notizia che gran parte delle fotocopiatrici commercializzate dal 2002 ad oggi contiene un hard disk che conserva tutte le copie fatte, con evidenti preoccupazioni per quanto riguarda la tutela dei dati personali.

Lo staff della CBS ha acquistato, a 300$ ciascuna, alcune fotocopiatrici usate, senza conoscerne la provenienza e il risultato è stato a dir poco sconvolgente. Utilizzando un software scaricabile liberamente in rete, hanno recuperato decine di migliaia di immagini da ogni apparecchio.

Una delle fotocopiatrici acquistate proveniva dalla divisione crimini sessuali della polizia di Buffalo (NY) e nel suo hard disk sono stati trovati dettagli di violenze domestiche, nominativi di molestatori; da un altro apparato proveniente dalla sede di un’assicurazione medica sono stati recuperate centinaia di cartelle cliniche, prescrizioni mediche, diagnosi e così via.

Vista la situazione allarmante, il rappresentante democratico al Congresso Edward Markey ha scritto alla Federal Trade Commission (l’organismo statunitense di vigilanza sul mercato) chiedendo all’ente di investigare in merito. L’FTC si è impegnata a contattare produttori e rivenditori per accertarsi che comunichino agli acquirenti i possibili problemi di privacy legati all’utilizzo dei loro prodotti.

Approfondendo un po’ l’argomento, risulta che gran parte dei produttori di fotocopiatrici adottino già sistemi di crittazione dei contenuti e di cancellazione definitiva dei dati (es. Toshiba o Xerox), tuttavia si tratta di funzionalità che spesso sono fornite come servizi accessori a costo maggiorato e certamente poco utilizzati dagli uffici.

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