Gaianews

Gas russo in Europa, Gazprom acquista gasdotti bielorussi

Scritto da Leonardo Fumelli il 06.12.2011

Le tubature che servono a trasportare il gas naturaleLa notizia di questi giorni è che Gazprom, società in mano allo stato, ha acquistato i gasdotti della Bielorussia, di cui aveva disponibilità fino ad ora al 50%. Cosa significa l’Italia e l’Europa? La mossa del gigante russo del petrolio e del gas naturale potrebbe garantire la fornitura di gas all’Europa Occidentale grazie al controllo diretto dei gasdotti. La quantità di gas che arriva dalla Russia è infatti il 15% del totale.

L’accordo prevede il passaggio della rete di trasporto Beltranganz a Gazprom. Il costo dell’operazione per il gigante russo è stato quello di sottoscrivere una serie di vantaggi per Minsk: uno sconto sul prezzo del gas, che passa da 244 dollari a 166 dollari per mille metri cubi; liquidità finanziaria, grazie all’acquisizione del 50% della società, valutata 2,5 miliardi di dollari, il doppio del valore che aveva nel 2007; un prestito di 10 miliardi di dollari per la costruzione di una centrale nucleare.

La sicurezza energetica è uno dei fattori più incidenti sul benessere civile e la stabilità sociale e, nonostante la produzione di energia da fonti rinnovabili rimanga la soluzione più pulita per soddisfare tale sicurezza, la dipendenza dalle politiche dei paesi produttori di gas ha portato spesso a incrinature del sistema che hanno fatto vacillare la sicurezza dell’approvvigionamento durante gli inverni 2006 e 2007, a causa delle recenti crisi del gas tra Russia e Ucraina (2006) e tra Russia e Bielorussia (2006-’07). Le crisi si sono scatenate perlopiù per mancati accordi sul prezzo del gas, trasportato dalla Russia in Europa attraverso i paesi che si trovano nel mezzo, Ucraina e Bielorussia appunto.

Il consumo interno lordo di energia elettrica in  Italia è così suddiviso: 38,9 % da petrolio, 36,7 % gas naturale, 12 % energie da fonti rinnovabili (idroelettrico in primis, fotovoltaico ed eolico in crescita), 7,2% da combustibili solidi e il 5,2% da energia elettrica importata. Dunque è chiaro che il ruolo delle rinnovabili è quello di affiancamento agli idrocarburi, tra i quali il gas naturale rimane preponderante, il suo consumo nell’anno passato è stato di 81,07 miliardi di metri cubi.

I dati relativi al 2010 dell’ultima O&G review di ENI rivelano che l’Italia importa annualmente 73,60 miliardi di m3, di cui 15,08 miliardi di m3, circa il 20 %, dalla Russia, il più grande esportatore di gas naturale al mondo, l’export ammonta infatti a 173,13 miliardi di metri cubi. Ma il gas russo viene consumato un po’ in tutta l’Europa Occidentale, i paesi che ne importano di più, dopo l’Italia, sono Germania (32,07 miliardi di m3), Polonia (8,44 miliardi di m3) e Turchia (17,38 miliardi di metri cubi).

La Bielorussia, nonostante sia un paese alleato, è già stata in passato protagonista di una disputa energetica con la Russia quando, tra il 2006 e il 2007, a causa di una richiesta di aumento del prezzo del gas da parte di Gazprom, si giunse ad una crisi che portò all’interruzione del pompaggio di olio nell’Oleodotto dell’Amicizia, il più lungo del mondo, il quale fornisce circa il 20% del petrolio tedesco.

I principali gasdotti che dalla Russia portano il gas naturale in Europa sono il Nord Stream, con una capacità di 55 miliardi di m3 all’anno, il Blue Stream, con 16  miliardi di m3 all’anno, il South Stram,  30 miliardi di m3 all’anno ed il Nabucco, 25-30  miliardi di m3 all’anno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA