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La NASA lancia i droni per studiare le tempeste

Scritto da Leonardo Debbia il 12.09.2013

Gli scienziati della NASA stanno usando droni di sorveglianza ex-militari che li aiutino a capire i modi in cui si intensificano le tempeste tropicali. Questo uso, migliorando i modelli di previsione degli uragani, potrebbe salvare molte vite umane e limitare le devastazioni, in particolare quelle delle località costiere.

Il velivolo senza pilota ‘Global Hawk’ è stato progettato per eseguire missioni di ricognizione ad alta quota. La NASA si sta servendo di due di questi apparecchi per studiare le tempeste sull’Oceano Atlantico.

“Il più grande quesito scientifico che stiamo affrontando è il motivo per cui alcuni uragani accrescono la loro violenza e altri no. Negli ultimi 20 anni abbiamo fatto notevoli progressi nel prevedere i percorsi degli uragani, mentre non abbiamo fatto alcun passo avanti nel prevederne l’intensità”, afferma Paul Newman, vice direttore del progetto per la missione di ricerca.

drone

Prevedere l’intensità di una tempesta aiuterebbe i funzionari governativi e i residenti costieri a decidere se una evacuazione è necessaria o meno, evitando anche di diffondere false certezze che spesso possono venire disattese dagli avvenimenti.   

Sono due i punti su cui i droni dovranno lavorare: primo, quale ruolo giocano i temporali, allorché un uragano tende a intensificarsi? I ricercatori non sono sicuri se i singoli temporali possano influire sull’intensità di un uragano o siano invece un prodotto di questo.

L’altro punto è il ruolo che lo strato d’aria sahariana svolge nello sviluppo di una tempesta tropicale. Infatti, questo strato d’aria affluisce dall’Africa, secco, caldo e polveroso. Gli scienziati non sono affatto d’accordo se questa corrente secca rafforzi gli uragani o invece li indebolisca: le opinioni vanno in direzioni nettamente opposte.

Questo è il secondo anno in cui la NASA utilizza questi mezzi, lanciandoli dalla sponda orientale della Virginia, posizione ideale per studiare le tempeste che si formano al largo delle coste africane o quelle che si avvicinano al Mar dei Caraibi o al Golfo del Messico.  

Con le osservazioni del prossimo anno, gli scienziati sperano di avere sufficienti dati per iniziare a rispondere alle domande-chiave.

Il Global  Hawk è un velivolo vantaggioso perchè può trascorrere 28 ore continue in volo e raggiungere altezze fino a 19,8 chilometri, il doppio di quelle di un aereo di linea  commerciale.

“Si può immaginare che il Global Hawk faccia una specie di TAC di un uragano”, ha affermato Newman. “E’ come utilizzare un sottile bisturi per guardare i dettagli del corpo di un paziente”.

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