Gaianews

Margherita Hack: un mio ricordo

Scritto da Maria Rosa Pantè il 01.07.2013

Qualche anno fa dovevo scrivere un testo sulle stelle per la rassegna teatro e Scienza, curata da Maria Rosa Menzio, mi venne subito in mente il tema dell’osservazione astronomica e, grazie a un amico comune il professor Paolo Cendon di Trieste, telefonai a Margherita Hack. Mi rispose lei gentilissima, e mi concesse il suo aiuto. Le inviai via mail delle domande e lei rispose, le domande e soprattutto le sue risposte sono di seguito ed erano inserite nel testo teatrale dal titolo Intervista a Margherita Hack. Ricordo che per darmi la sua mail fece lo spelling del suo cognome, il che mi parve segno di grande umiltà, signorilità e gentilezza.

220px-MHackQuesto è il mio saluto a una gran donna, una scienziata, una animalista, una donna libera.

Mia domanda “La fatica e la bellezza dell’osservazione astronomica.

Margherita Hack: “Ci sono molti tipi di osservazioni astronomiche, a seconda del programma:

  1. classe di oggetti e cioè osservazioni di pianeti, del sole, di stelle, di galassie;

  2. a seconda dei dati che si vogliono ottenere: fotometriche, cioè studio delle variazioni di luminosità dell’oggetto in studio, spettrometriche, cioè ottenimento dello spettro allo scopo di derivare le caratteristiche fisiche e chimiche; astrometriche, o misure per determinare distanza e moti del corpo celeste;

  3. osservazioni spaziali per ottenere dati sulla emissione di radiazioni che sono osservabili solo dallo spazio, come raggi gamma, raggi X, ultravioletto, infrarosso.

La fatica fisica è notevole quando si deve passare tutta la notte in cupola, ma c’è anche la soddisfazione di avere ottenuto una bella immagine o un bello spettro”.

Mia domanda “Dove e quando è meglio osservare: quali sono gli strumenti odierni per l’osservazione”.

Margherita Hack: Oggi l’astronomo professionista usa i grandi telescopi internazionali situati in zone desertiche lontane da ogni tipo di inquinamento. Il tempo di osservazione è limitato perché le richieste superano il tempo disponibile e il telescopio viene assegnato da commissioni internazionali in base alla bontà del programma, raramente si ottiene più di una o due settimane all’anno.

Anche gli astronomi dilettanti (astrofili) cercano di situare i loro piccoli strumenti in zone abbastanza buie, lontano dai centri abitati.

Mia domanda: Perché si osserva il cielo?

Margherita Hack: Per capire la natura fisica delle stelle e dei pianeti, perché brillano, quali sono le fonti dell’energia che irraggiano, come il consumo di queste fonti ne modifica la struttura e quindi come si formano, evolvono e finiscono, per capire come evolve l’intero universo, e tutto ciò analizzando la radiazione che emettono e interpretando questi dati grazie alle leggi della fisica sperimentate in laboratorio. Potremmo dire che l’astrofisica è la più completa palestra di fisica, perché applica tutti i campi della fisica per interpretare i risultati delle osservazioni

Mia domanda: “Osservare stelle e astri sempre più lontano nello spazio è anche in un certo senso viaggiare nel tempo?”.

Margherita Hack: Certo, più lontano si guarda nello spazio più indietro si guarda nel tempo, perché le informazioni ce le porta la radiazione elettromagnetica che viaggia a 300000 km/sec

La galassia più lontana che abbiamo osservato si trova a 13 miliardi di anni luce e quindi la vediamo com’era 13 miliardi di anni fa…

© RIPRODUZIONE RISERVATA
  • michela scrive:

    E’ stata un esempio per tutte le donne… realizzata per competenza e non per altri motivi.
    Bellissimo l’episodio dello spelling!

  • Aldo Fappani scrive:

    Cara Maria Rosa, sono contento che tu abbia ricordato Margherita Hack. Una donna a cui va riconosciuto notevole impegno civile e passione culturale e politica genuina. Ricercatrice, scienziata, vegetariana, animalista, atea, antifascista. Un mirabile esempio di onestà, lucidità, coerenza, semplicità. Oltre che dotata di una dose di sana ironia di stampo toscano e di un generoso e straordinario umanesimo comunista. Ora il suo spirito ancora più stupito e incuriosito vaga tra le infinite galassie dell’universo di cui tutto e tutti ne facciamo parte. Là dove ora sorride a pianeti, lune, soli e stelle. A Margherita Hack vada un umile pensiero di doverosa riconoscenza per quello che ci ha proposto con il suo coraggio ed esempio.