BRUXELLES, 25 marzo – Il Consiglio europeo tenutosi oggi a Bruxelles ha sottolineato la necessità di imparare dalla dura lezione giapponese di Fukushima e di rivedere la situazione delle centrali nucleari sul territori odell’Unione. Per questo ha deciso di istituire degli stress test per le centrali nucleari a rischio.
La sicurezza di tutti gli impianti nucleari dell’UE dovrà essere rivista – recita il comunicato -, sulla base di un approccio globale e trasparente sulla valutazione dei rischi e della sicurezza, con una serie di stress test che iniziaranno entro fine anno.
Il comitato europeo per la sicurezza nucleare (ENSREG) e la Commissione dovranno definire il più presto possibile la portata e le modalità di questi test “in un quadro coordinato alla luce delle lezioni da trarre dall’incidente in Giappone e con il pieno coinvolgimento degli Stati membri”, si legge nella dichiarazione congiunta.
Le valutazioni dovranno essere effettuate dai singoli Stati membri, che affideranno alle propre autorità nazionali i controlli.
I risultati dei test saranno poi resi pubblici e il Consiglio europeo valuterà i primi risultati entro la fine del 2011, sulla base di una relazione della Commissione.
La priorità sarà quella di garantire la sicurezza degli impianti nucleari anche oltre le frontiere dell’Unione. Per questo, l’UE chiederà che simili “stress test” siano effettuati nei Paesi vicini e in tutto il mondo, sia per quanto riguarda gli impianti esistenti che quelli in fase di progettazione e realizzazione, attraverso organizzazioni internazionali pertinenti. Naturalmente, nel secondo caso non potrà imporre i controlli e non è chiaro come intenda promuovere simili revisioni.
“Dobbiamo fare in modo che siano rispettati standard più alti di sicurezza nucleare”, ha detto il presidente della Commissione, Barroso, dopo un incontro i capi di governo dell’UE.
La Francia ha annunciato che chiuderà i reattori che non passeranno gli stress test. Lo ha fatto per bocca dello stesso presidente Sarkozy: “I risultati dei test condotti in Francia saranno pubblicati e, se saranno negativi, ne trarremo subito le conseguenze, e la sola conseguenza sarà la loro chiusura”.