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Individuati i siti di stoccaggio delle scorie nucleari

Scritto da Michele Donà il 25.09.2010

Centrale nucleareLa Sogin (la società incaricata della messa in sicurezza dei futuri impianti nucleari italiani) ha presentato, dopo un anno di analisi,  la  lista delle 52 aree destinabili allo stoccaggio delle scorie provenienti dalla centrali termonucleari che saranno realizzate nel nostro paese.

Tale lista è tuttora segreta, ma alcune indiscrezioni sono state pubblicate da alcuni quotidiani nazionali; le località rivelate si troverebbero genericamente nelle colline emiliane, in alcune zone della provincia di Piacenza, nel Monferrato, tra Puglia e Basilicata, nella provincia di Viterbo e nella Maremma.

Le zone esplicitamente esclusa dall’analisi della Sogin sono le isole, le località montane, a rischio sismico o di dissesto idrogeologico e le zone più densamente abitate.

Oltre alle discussioni in atto sulla necessità dei un ritorno al nucleare nel nostro paese, desta perplessità anche il metodo con cui saranno scelti i siti definitivi: si svolgerà un sorta di asta in cui gli enti locali che accetteranno la realizzazione dei depositi di stoccaggio riceveranno forti incentivi economici.

Il passo successivo sarà l’istituzione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, se ciò avverrà entro la fine dell’anno, il capo della task force nucleare di Enel dichiara che il cantiere della prima centrale aprirà nel 2013.

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