Gaianews

Nuovo farmaco in vista contro il prione, causa del morbo della mucca pazza

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 01.12.2010
Il prione è la causa del morbo della mucca pazza

Il prione è la causa del morbo della mucca pazza

La gioia di mangiare un succoso hamburger c’era passata, qualche tempo fa, a causa dello scandalo della mucca pazza, che terrorizzò milioni di persone nel mondo per il reale pericolo di contagio del terribile morbo che affligge il sistema nervoso centrale dai bovini all’uomo. Ebbene, la spensieratezza nell’addentare un hamburger potrebbe tornarci grazie una nuova scoperta dagli scienziati dell’Università del Kentucky. In una nuova ricerca pubblicata sul numero di dicembre 2010 del FASEB Journal, alcuni scienziati hanno scoperto che una proteina che il nostro corpo utilizza per rompere i coaguli di sangue accelera il progresso delle malattie causate da prioni. Questa sostanza, chiamata plasminogeno, potrebbe ora diventare il bersaglio di una nuova classe di farmaci per le malattie neurodegenerative sia negli esseri umani che negli animali.

“Spero che il nostro studio possa essere di aiuto nello sviluppo di terapie per le malattie da prioni, e che in ultima analisi contribuisca a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da queste patologie”, ha detto Chongsuk Ryou, un ricercatore presso l’Università del Kentucky a Lexington. “Poiché le malattie da prioni possono passare  inosservate per decenni, ritardare la capacità della proteina prionica associata alla malattia di replicarsi andando a prendere di mira il suo alleato, il cofattore del processo, potrebbe essere il passo decisivo per un nuovo trattamento.”

Per fare questa scoperta, i ricercatori hanno utilizzato  semplici provette in cui far replicare le proteine associate alla malattia da prioni. Le reazioni sono state condotte in presenza o in assenza di plasminogeno ed è emerso che la replica naturale dei prioni è stata stimolata dal plasminogeno sia in cellule umane che animali.

“I prioni sono uno dei più interessanti, mortali e meno compresi fenomeni biologici”, ha detto Gerald Weissmann, redattore capo della rivista FASEB. “Non sono né virus né batteri, ma uccidono o creano danni lo stesso. Sapendo come i prioni dirottano i nostri meccanismi biochimici a loro uso, abbiamo finalmente un nuovo bersaglio per una terapia anti-prione”.

Secondo l’Istituto americano per le allergie e le malattie infettive, le malattie causate dai prioni sono un gruppo di malattie rare, come malattie cerebrali mortali che colpiscono gli animali e gli esseri umani. Le malattie sono caratterizzate da alcune molecole proteiche deformi che compaiono nel tessuto cerebrale.

Molte molecole simili alla proteina prionica risiedono sulla superficie di vari tipi di cellula, comprese le cellule del cervello, ma gli scienziati non capiscono cosa faccia una proteina prionica normale. D’altra parte, gli scienziati ritengono che la proteina prionica anormale, che si raggruppa insieme e si accumula nel tessuto cerebrale, è la probabile causa del danno cerebrale che poi si osserva anche dopo anni. Gli scienziati non hanno ancora capito a sufficienza la causa che trasforma una normale proteina prionica nella forma anormale. Le malattie da prioni sono anche conosciute come le encefalopatie spongiformi trasmissibili, e comprendono l’encefalopatia spongiforme bovina (“mucca pazza”) nel bestiame; la malattia di Creutzfeldt-Jakob nell’uomo; le scrapie nelle pecore, e la malattia del dimagrimento cronico nei cervi e negli alci. Queste proteine possono essere diffuse attraverso alcuni tipi di contatto con il tessuto infetto, con liquidi corporei e  attraverso strumenti medici contaminati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Lionet scrive:

    Io in famiglia ho avuto 4 casi di MCJ, mia nonna, mio padre, e due miei zii. Un altro paio di casi si sono verificati tra i parenti di mia nonna, tra i quali una sua sorella. Tutti questi casi risalgono agli anni 90.
    Nel caso di mio padre il referto post mortem parla di Creutzfeldt Jakob nella forma familiare.
    Io spero si trovi una forma di vaccino a tal proposito e sarei ben disposto in futuro a sottopormi ad eventuali controlli a tal riguardo.
    Siamo molti a rischiare di essere vittime di questa malattie.
    Soprattutto il fatto che abbiano una lunga incubazione promette aumenti considerevoli di casi per cui si auspica nel breve tempo possibile di avere dei riscontri scientifici favorevoli.