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Niger e petrolio: sviluppo o povertà?

Nel Delta del Niger, una delle regioni più popolate della Nigeria, sono estratti circa due milioni di barili di petrolio al giorno

Scritto da Giuseppe Mirabella il 18.03.2013

Quella che alcuni definirebbero una “benedizione” per il popolo nigeriano, si è rivelata soltanto un costo.  A dirlo è Comrade Sunny Ofehe, fondatore e direttore della ong Hope for Niger Delta Campaign, intervistato da Africa News.

 Sul territorio sono presenti le maggiori multinazionali mondiali, da Shell a Shevron ad Agip.

“Tutte in egual misura sono responsabili di almeno due ordini di problemi” sostiene Ofehe “le emissioni di gas serra e la disoccupazione”.

petrolio

Foto: http://www.ofehe.com/

 

Gas serra. Gli standard estrattivi non sono equiparabili a quelli internazionali. In sostanza, al termine delle operazioni di estrazione, il gas naturale prodotto viene bruciato immediatamente ed introdotto nell’atmosfera. Stando al al Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, questa costituirebbe l’emissione di gas serra più grande del pianeta.

La disoccupazione. Le multinazionali del petrolio non sono obbligate ad assumere forza lavoro locale: gli abitanti del Delta del Niger sono spesso impiegati in mansioni dequalificanti e a breve termine. Questo impone a molti nigeriani di emigrare, senza poter offrire al paese ospitante manodopera specializzata.

Secondo Ofehe “le compagnie del petrolio non permettono occupabilità in loco. Se invece questo avenisse, i nigeriani non sarebbero costretti ad andarsene. E se anche decidessero di farlo, una maggiore cultura e specializzazione gli permetterebbe di integrarsi più facilmente”.

 I contadini ormai da tempo non ricevono rimborsi per l’usufrutto dei loro terreni. L’ecosistema è in pericolo a causa dell’inquinamento. Per una paese che tradizionalmente si sostiene di agricoltura e pesca, non avere acqua inquinata è vitale. Tra le imprese operanti sul territorio c’è anche l’italiana

Agip. La multinazionale di proprietà dell’Eni è presente sul territorio nigeriano con diverse controllate come la Saipem. “All’Agip e a i politici italiani chiediamo che vengano elevati gli standard estrattivi ai livelil internazionali” dice Ofehe “non vogliamo che se ne vadano, vogliamo che facciano attenzione ai gas rilasciati nell’atmosfera e al nostro ecosistema”. La sostanza rilasciata nell’ambiente, il carbonio, è la causa principale delle malattie mortali nel Delta del Niger.

Gli obiettivi della Ong. La mission di Hope for Niger Delta Campaign è quella di sensibilizzare i politici e l’opinione pubblica dei paesi in cui hanno sede le società petrolifere. “In questo modo, speriamo che i vostri politici facciano pressione sulle multinazionali affinché migliorino le loro operazioni di estrazione. La classe dirigente nigeriana è stata spesso vittima di inevitabili ricatti e di corruzione.”

Infine nell’intervista si è parlato di possibili alternative al petrolio. Ofehe si è detto favorevole. “Le popolazione del Delta del Niger potrebbero ritornare a vivere di pesca ed agricoltura se calasse la domanda di greggio: una risorsa che si è rivelata più un costo che una benedizione per il popolo nigeriano”.   

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