Gaianews

La lontra in Italia: fra speranze di ripresa e molte minacce

Scritto da Federica di Leonardo il 08.11.2013

Nell’ambito di M’ammalia, il festival che da 5 anni dedica una settimana alla divulgazione sui mammiferi, grazie alla disponibilità di Musei di Scienze Naturali e agli esperti dell’ATit, l’associazione dei teriologi italiani, Museo di Storia Naturale della Maremma di Grosseto ha ospitato un evento completamente dedicato alla lontra dal titolo La lontra in Italia: status e conservazione.

L’evento è stato curato dalla professoressa Anna Loy, dell’Università degli Studi del Molise che studia da anni questo mammifero ed è membro del gruppo di specialisti dedicato alla conservazione delle lontre nel mondo in seno all’IUCN (Internazional Union for the Conservation of Nature).

Abbiamo raggiunto la professoressa Loy per farci raccontare lo stato di conservazione della lontra in Italia. “La lontra è un mammifero molto particolare. Si tratta di un animale semi acquatico: infatti è un predatore acquatico, che cioè caccia in acqua, ma ha anche bisogno di ambienti lungo le rive dove riposare durante il giorno, perchè è una specie perlopiù notturna,” ha spiegato Loy.

“Nel mondo esistono diverse specie di lontra che sono tutte a vario titolo minacciate,” ha continuato la professoressa. “In Italia vive la lontra euroasiatica che è ad oggi catalogata come “Minacciata” nella lista rossa nazionale. Fra gli anni ’70 e gli anni ’90 la lontra ha subito un declino molto importante, probabilmente dovuto alla distruzione e inquinamento degli ambienti fluviali e ripariali. Infatti le lontre fanno le loro tane nella vegetazione riparia, nei rovi, fra le radici degli alberi o negli anfratti rocciosi. Con l’agricoltura spinta vicinissima agli argini dei fiumi e, in alcuni casi, con la cementificazione degli alvei e degli argini, la lontra ha perso molti dei suoi ambienti di elezione. Inoltre l’uso di pesticidi, soprattutto organoclorurati, potrebbe aver avuto, con grande probabilità, effetti sulla riproduttività di questo mammifero.”

La professoressa Anna Loy

La professoressa Anna Loy

Dopo il grande declino relativo a queste due decadi alla fine degli anni ’90 un nucleo sopravviveva in Basilicata e in Campania. Inoltre fra il  2002  e il 2004, grazie ad uno studio, è stata accertata la presenza di un nucleo separato sopravvissuto in Molise, che recentemente si è esteso nel fiume Sangro in Abruzzo.

La lontra è un animale territoriale: ogni individuo utilizza un’area fra i 10 e i 18 chilometri di corsi d’acqua. Fino a poco tempo fa si credeva che la lontra fosse anche un animale solitario, ma ad oggi nuovi studi stanno scoprendo dei nuclei famigliari di madri con cuccioli anche dell’anno precedente al seguito.
“La struttura sociale è molto importante per determinare la densità della popolazione, che varia anche in relazione alla  disponibilità trofica”, ha spiegato la professoressa Loy.

479697_579746462041181_1608205125_n

Per studiare la presenza e distribuzione di questo animale esiste un protocollo standard che permette di confrontare i dati raccolti in diversi paesi e  il monitoraggio della popolazione europea su una base comune di dati. “Il monitoraggio si basa soprattutto sul rilevamento degli escrementi di lontra, che hanno forma, odore e composizione particolare e sono utilizzati per marcare i territori. Gli escrementi sono materiale preziosissimo per noi ricercatori” ha spiegato Loy, “perché, oltre a fornire indicazioni sulla presenza o assenza della specie, permettono di studiarne la dieta, estrarne il DNA per il riconoscimento di singoli individui e quindi della struttura e densità delle popolazioni. “.

L’ultimo lavoro di monitoraggio è stato svolto sul fiume Sangro, in Abruzzo, nella propaggine settentrionale del nucleo di lontre del Molise. Nel 2004 qui la lontra non era presente. Poi sono stati rilevati i primi segni di presenza fino a quando fra il 2012 e il 2013 la lontra ha colonizzato tutto il fiume. Analisi di genetica non invasiva sul DNA estratto dagli escrementi hanno permesso di stimare  la presenza di 100 individui tra Molise e Abruzzo, e di una popolazione di circa 400-500 individui in tutto il Paese.

575292_551640708185090_1753977174_n

Recentemente sono state segnalate lontre anche in Trentino e in Friuli: si tratta di animali che arrivano dall’Austria e dalla Slovenia e potrebbero creare nuclei stabili in Italia.

Minacce. Oggi la lontra è ancora minacciata da diversi fattori, tra cui la distruzione degli amebinti ripariali, gli investimenti sulla rete viaria, il bracconaggio, la captazione delle acque e l’inquinamento delle acque soprattutto a causa degli EDC (Endocrine Disrupting Chemicals) che, derivanti dalla degradazione di materiali plastici o dalla produzione di medicinali, inquinano le acque e potrebbero avere effetti sul sistemo endocrino. E’ stato infatti dimostrato che queste sostanze possono provocare l’inversione del sesso nei pesci. Le carcasse che vengono ritrovate a causa degli investimenti su strada rappresentano una fonte importante di informazioni per la ricerca. A questo proposito è stato creato un apposito sito web per la segnalazione di lontre morte in Italia. Le lontre ritrovate vengono analizzate e schedate. In questo modo, tra l’altro, si può monitorare anche l’areale degli animali nelle diverse zone.

Reintroduzione e allevamento in cattività. Durante gli anni del declino si pensò di reintrodurre le lontre, visto che in Inghilterra erano state allevate con successo in cattività. Alcune lontre vennero quindi portate in Italia per essere reintrodotte in parchi e riserve (oasi WWF di Penne in Abruzzo, centro lontra di Caramanico nel parco nazionale della Majella, parchi del regionali del Ticino (Piemonte e Lombardia). Grazie alle analisi genetiche si scoprì che però queste lontre erano frutto di incroci con un’altra sottospecie di lontra. Sia l’IUCN che l’ISPRA vietarono da quel momento di liberare questi ibridi, anche se un nucleo si era già insediato e si riproduce stabilmente nel Ticino. Di questo  nucleo non si conosce areale e andamento della popolazione in quanto non viene eseguito nessun monitoraggio.

537232_574926029189891_2080782695_n

In Abruzzo, al Parco della Majella e nell’Oasi di Penne, i centri di allevamento a scopo di reintroduzione sono stati convertiti in allevamenti in cattività per l’educazione ambientale, di alto valore per l’aspetto divulgativo, ma che pongono alcuni rischi perchè esiste sempre una possibilità che gli animali scappino.

“A chi oggi mi chiede studi di fattibilità per la reintroduzione della lontra io consiglio sempre di riqualificare i corsi d’acqua e ridurre il disturbo. Se questi animali troveranno un habitat adatto torneranno a ripopolare le aree senza necessità di essere reintrodotte,” ha spiegato al professoressa Loy.

Un gruppo italiano di studiosi e appassionati della lontra ha creato una pagina facebook sulla lontra e la newsletter LONTRA-list@yahoogroups.com  da  consultare e utile per  inviare notizie e segnalazioni.

Il prossimo appuntamento internazionale sulla lontra si svolgerà ad agosto 2014 in Brasile, dove verrà fatto il punto sullo stato della lontra in tutto il pianeta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA