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Dalle alghe infestanti delle Hawaii una nuova sostanza antinfiammatoria

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 25.05.2012

Coltura di cianobatteri

Gli scienziati dello Scripps Institution of Oceanography dell’Università della California, San Diego hanno scoperto che delle alghe infestanti delle Hawaii producono sostanze che potrebbero essere usate come antinfiammotori nella cura della patologie umane. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Chemistry & Biology.

Sovente le sostanze naturali vengono studiate dagli scienziati per copiarne la struttura. La natura si è evoluta in miliardi di anni e ha trovato su questi lunghi periodi le migliori strategie per sopravvivere fra gli altri organismi.

Gli scienziati dell’Università della California si sono trovati ad analizzare un’alga infestante nell’arcipelago delle Hawaii che minaccia le barriere coralline provocandone lo sbiancamento.

Un’analisi condotta da Hyukjae Choi, un ricercatore nel laboratorio di William Gerwick presso lo Scripps, ha dimostrato che uno speciale tipo di alghe chiamate “cianobatteri,” produce composti chimici che sembrano essere promettenti come agenti anti-infiammatori e nella lotta contro le infezioni batteriche .

“Questi composti potrebbero essere utili in diversi ambiti, come trattamento di malattie infiammatorie croniche per i quali attualmente non si dispone di farmaci veramente efficaci”, ha detto Gerwick, professore di oceanografia e scienze farmaceutiche presso il Centro di Biotecnologie Marine e di biomedicina dello Scripps.

Gli scienziati hanno identificato l’organismo nel 2008 sulle barriere coralline direttamente adiacenti al Parco Nazionale Pu’uhonua o H’onaunau al largo della costa Kona delle Hawaii.

“Quando abbiamo trovato la fioritura durante le indagini di routine con l’Università delle Hawaii eravamo preoccupati, perchè era chiaro che i cianobatteri stavano soffocando i coralli in uno dei siti di immersione più popolari delle Hawaii”, ha detto Smith. “Le osservazioni sul campo hanno anche da subito suggerito che i cianobatteri potevano aver rilasciato  qualche sostanza chimica che aveva causato lo sbiancamento del corallo.”

Gli scienziati si sono subito accorti che l’alga cresceva in maniera eccessica e che stava soffocando il corallo.

Choi, Gerwick e i loro colleghi hanno condotto vari esperimenti di laboratorio e hanno scoperto che le alghe (il cianobatterio Leptolyngbya crossbyana) genera prodotti naturali che hanno una potente azione anti-infiammatoria e anti batterica.

In particolare queste sostanze evitano che un’infezione batterica si espanda: i batteri, per verificare se una superificie può essere colonizzata, secernono piccole quantità di una speciale sostanza che controlla se la nuova superficie è adatta. Arrestare la produzione di questa sostanza potrebbe in futuro tradursi nel trattamento delle infezioni batteriche. Per esempio nello sviluppo di farmaci per prevenire l’infezione in pazienti che necessitano di cateteri o per fornire  sostanze nutrienti vitali alle aree chiave quali arterie, nonché lo sviluppo di nuovi trattamenti per malattie della pelle come l’acne e altre.

“Penso che questo risultato sia un bell’esempio di come abbiamo bisogno di guardare più a fondo nel nostro ambiente, perché anche fastidiosi parassiti, a quanto pare, non sono solo parassiti”, ha detto Gerwick. “E’ una lunga strada da questa fase iniziale di individuazione all’applicazione clinica, ma è l’unica strada se vogliamo farmaci nuovi e più efficaci.”

“Questi organismi hanno abitato il pianeta per milioni di anni e quindi non è sorprendente che abbiano generato numerose strategie per competere con le specie vicine, e fra queste strategie c’è anche  la guerra chimica”, ha detto Smith. “Diverse specie di alghe e cianobatteri  sono noti per la produzione di nuovi composti, che si sono rovelati promettenti nello sviluppo di farmaci per gli essere umani”.

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