La NASA ha annunciato che il Primo dei quattro strumenti che verranno installati a bordo del telescopio spaziale James Webb è stato consegnato alla fine di maggio. Il Mid-Infrared Instrument (MIRI) permetterà agli scienziati di studiare oggetti freddi e distanti in modo più approfondito rispetto al passato.
MIRI è arrivato presso il Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland, lo scorso 29 maggio. Si tratta di un ‘occhio’ all’infrarosso che permetterà di scrutare stelle fredde molto distanti e cercare pianeti extrasolari come mai fino ad oggi.
Sviluppano nel Regno Unito presso il Rutherford Appleton Laboratory, MIRI è stato il frutto della collaborazione di 10 istituzioni europee e del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA. MIRI osserverà la luce a lunghezze d’onda del medio infrarosso (una gamma da 5 micron a 28 micron), impossibile da rilevare dall’occhio umano. Questo sarà l’unico dei quattro strumenti a bordo del telescopio spaziale Webb a poter raccogliere questo tipo di lunghezza d’onda.
“MIRI consentirà di distinguere i più antichi oggetti mai osservati, per comprendere come le galassie si siano evolute e diversificate alle origini dell’Universo. Inoltre servirà a comprendere meglio nascita e morte delle stelle”, ha Detto Matt Serra, uno scienziato del Goddard. “MIRI fornirà anche una finestra unica per osservare oggetti altrimenti celati alla lunghezza d’onda della luce visibile, che non riesce ad attraversare le polveri cosmiche che invece l’infrarosso riesce a superare.”
I sensibilissimi rivelatori di MIRI permetteranno di osservare la luce di stelle fredde in galassie molto lontane, oppure potranno svelare stelle di nuova formazione all’interno della nostra Via Lattea, o ancora trovare le prove della formazione di nuovi pianeti attorno a stelle diverse dalla nostra.
MIRI ha già superato numerosi test di calibrazione in Inghilterra, ma adesso dovrà essere sottoposto a test ancora più stringenti presso i laboratori della NASA, per verificare se lo strumento è pronto a lavorare alle condizioni estreme dello spazio esterno. Temperature di -266° C, vento solare e radiazioni cosmiche metteranno alla prova le tecnologie usate per realizare MIRI. E’ per questo che lo strumento ha già superato oltre 2000 test di funzionamento e dovrà superarne molti altri.
Il telescopio spaziale Webbe è il telescopio più potente mai costruito. Sarà il successore del famoso Hubble e con i suoi quattro strumenti di bordo ci dirà di più sui primi istanti dell’Universo e sulla formazione del Nostro Sistema Solare. Webb è un progetto congiunto della NASA, dell’Agenzia Spaziale Europea e l’Agenzia Spaziale Canadese.