
Galassia di Andromeda
Il KELT North telescope in southern Arizona è dotato di una lente non più potente di una telecamera digitale, ma si deve ad esso la scoperta di due nuovi e interessanti, quanto bizzarri pianeti.
Il primo potrebbe cambiare le teorie su come sia evoluto il sistema solare. Il secondo orbita attorno ad una strana stella e grazie alla sua enorme luminosità potraà essere studiata la sua atmosfera.
La scoperta è stata riferita ieri da Thomas Beatty un dottorando all’Ohio State University e dal ricercatore della Vanderbilt University Robert Siverd, all’American Astronomical Society national meeting ad Anchorage, Alaska.
Il primo pianeta scoperto si trova nella costellazione di Andromeda e si chiama Kelt-1b. E’ così grande che lo si può quasi definire una stella mancata. E’ formato da idrogeno metallico molto e denso e molto caldo. Si trova così vicino alla sua stella che vi compie un giro intorno nel tempo di un giorno terrestre e riceve seimila volte le radiazioni che noi riceviamo dal Sole. In più il pianeta sembra essere stato spinto via da una stella binaria che ora orbita intorno al sistema solare.
L’altro pianeta Kelt-2Ab, si trova nella costallazione dell’Auriga ed è simile a molti altri pianeti extrasolari. Ma la sua stella è così luminosa che gli scienziati credono che potranno studiare l’atmosfera del pianeta non solo dai telescopi spaziali, ma anche da quelli terrestri.
Kelt sta per Kilodegree Extremely Little Telescope. Sono due telescopi gemelli, Kelt North e Kelt Sud e il loro obiettivo è quello di studiare i pianeti extrasolari. La maggior parte dei telescopi, spiegano gli esperti, vengono utlizzati per ossservare stelle deboli, in piccole porzioni di cielo, ad alta risoluzione. I Kelt fanno esattamente il contrario, cioè guardano moltissime stelle in ampie porzione di cielo a bassa risoluzione. Infatti le stelle osservate dai Kelt sono così luminose che i telescopi più potenti non sono in grado di osservarle.
I Kelt vengono utilizzati per studiare la variazione di luminosità dei pianeti che segnalano dei transiti davanti all stelle, così come è avvenuto per il trasito di Venere avvenuto il 6 giugno.
Keivan Stassun dell’Ohio Univerisity, si è occupato della costruzione di Kelt Sud e ha spiegato:” “I pianeti extrasolari come KELT-1b e KELT-2ab che passano direttamente di fronte a stelle molto luminose sono estremamente importanti, ma estremamente rari, perché semplicemente non ci sono molte stelle tanto luminose nel cielo”. E continua: “I KELT-Nord e KELT-Sud ci danno il vantaggio di cercare queste gemme rare in entrambi gli emisferi, raddoppiando i “territori di caccia”.”
Dopo che i due pianeti sono stati osservati dal Kelt-Nord la scoperta è stata confermata da altri scienziati e anche da gruppi di amatori.
Il più tipico dei due pianeti, KELT-2ab, è più grande di Giove del 30 percento con una massa del 50 per cento in più. Si trova in un sistema binario chiamato HD 42176, con una stella che è leggermente più grande del nostro sole e un’altra stella che è leggermente più piccola. KELT-2ab orbita attorno alla stella più grande, che è abbastanza brillante da poter essere vista dalla Terra con un binocolo.
KELT-1b, al contrario, è uno dei pianeti extrasolari più bizzarri mai rilevati. Orbita intorno ad una stella che è simile al nostro sole, ma la somiglianza con il nostro sistema solare finisce lì.
Il pianeta è leggermente più grande di Giove, ma ha 27 volte la sua massa. Per questo gli scienziati l’hanno definita una “stella mancata”,’ o una “nana bruna”. Anche se è composto principalmente da idrogeno, è così massiccio e compresso che la sua densità corrisponde a quello dell’elemento naturale più denso sulla Terra: l’osmio – un metallo bluastro lucido trovato nel platino che è circa due volte più denso del piombo.
Probabilmente a causa delle intense radiazioni che derivano dalla vicinanza alla stella, KELT-1b si è gonfiato più di quanto gli astronomi potessero prevedere. E saranno impegnati a capire la cause di queste dimensioni per un po’. Meno dell’1 per cento dei pianeti extrasolari scoperti sono così massicci e vicini alla propria stella.
KELT-1b e la sua stella eseguono una danza cosmica che assomiglia a quella della Terra e della luna, con una notevole eccezione. La luna è in rotazione sincrona con la Terra – è per questo che vediamo sempre la stessa faccia della luna. Ma la Terra stessa non è in rotazione sincrona alla luna.
KELT-1b esercita tanta forza gravitazionale sulla sua stella che la velocità di rotazione della stella corrisponde in realtà all’orbita del pianeta: i due sono in rotazione sincrona. In un qualche miliardo di anni, KELT-1b si espanderà e inghiottirà l’intero pianeta.
Gli astronomi stanno iniziando a sospettare che accada qualcosa di insolito durante l’evoluzione di tali sistemi solari che spinge i grandi pianeti a questi tipi di incontri ravvicinati. La presenza di un fratello stellare in orbita in entrambi i sistemi solari di recente scoperta potrebbe essere una “pistola fumante”, cioè un indizio che le interazioni passate tra questi pianeti e i loro fratelli lontani sia una parte importante di questo processo.
“Pensiamo che siano nati a distanze molto più grandi, e quindi erano più freddi”, hanno spiegato i ricercatori “e poi come pensionati trasferitisi in Florida, si muovono verso climi più caldi e invecchiano”.