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Asteroide in arrivo potrebbe valere 195 miliardi di dollari, se fosse nell’orbita giusta

L'asteroide 2012 DA14 è una vera e propria miniera dello spazio che potrebbe essere utilizzata per ricavarne l'idrogeno e ossigeno da usare come propellente per i razzi o per i satelliti già in orbita

Scritto da Paolo Ferrante il 13.02.2013

Il prossimo 15 febbraio arriverà l’asteroide 2012 DA14, che passerà molto vicino alla Terra. Tra l’interesse generale e il timore per il passaggio ravvicinatissimo, c’è però anche chi guarda con interesse l’enorme valore commerciale che rappresenta questa roccia spaziale, lì a due passi dall’orbita terrestre. E’ il caso della nuova società americana  Deep Space Industries (DSI), che ha stimato il valore dell’acqua e delle risorse minerarie sull’asteroide grande quanto mezzo campo di calcio in circa 190 miliardi di dollari, circa 150 miliardi di euro.

dsi-conceptL’asteroide 2012 DA14 è una vera e propria miniera dello spazio, contenendo metalli e acqua, che quindi potrebbe essere utilizzata per ricavarne l’idrogeno e ossigeno da usare come propellente per i razzi o per i satelliti già in orbita.  Se solo fosse in un’orbita diversa, afferma la Deep Space Industries, sarebbe anche economico lo sfruttamento – avendo le tecnologie giuste, che tuttora ancora mancano. Purtroppo, continua la Deep Space, il percorso di asteroide 2012 DA14 è inclinato rispetto alla Terra, e questo richiederebbe troppa energia per inseguirlo e fermarlo per poterlo dare in pasto alla nascente industria mineraria, in cui i grandi big tecnologici credono molto.

D’altronde, l’invio di carburante, acqua, materiali da costruzione in orbita ha dei costi elevatissimi, e se si vuole andare su Marte il costo stimato è almeno di 10 milioni di dollari per tonnellata, anche con i nuovi vettori a basso costo che stanno entrando in servizio in questi ultimi anni, fa notare la Deep Space.

“Ottenere tali forniture direttamente nello spazio per servire i nostri satelliti di comunicazione o per equipaggiare le missioni con equipaggio verso Marte è fondamentale – se vogliamo davvero esplorare lo spazio profondo”, ha dichiarato Rick Tumlinson, presidente della DSI. “Mentre l’asteroide che ci farà visita questa settimana non è nella traiettoria giusta per essere catturato, ce ne saranno altri che lo saranno, e noi vogliamo essere pronti quando arriveranno.”

Ma quanto può valere un asteroide, se fosse totalmente sfruttabile? Secondo gli esperti DSI, se l’asteroide 2012 DA14 contesse il 5% di acqua recuperabile, che può facilmente essere trasformata in combustibile per razzi – forse si arriverebbe ad un valore di 65 miliardi di dollari. Se poi il 10% della sua massa potesse essere facilmente recuperato per estrarre ferro, nichel e altri metalli, questo potrebbe valere – utilizzando questi minerali nello spazio come materiale da costruzione – altri 130 miliardi di dollari.

Anche se con l’avvento dei veicoli di lancio riutilizzabili i prezzi dei lanci dovesse scendere del 20% rispetto ai livelli attuali, un asteroide delle dimensioni di 2012 DA14 varrebbe ancora 39 miliardi di dollari, e il costo del lancio dell’attrezzatura necessaria per recuperare ed elaborare i materiali dall’asteroide sarebbe molto più basso.

“Anche con stime conservative il valore potenziale di un qualsiasi asteroide è elevatissimo,” ha dichiarato l’amministratore delegato di Deep Space David Gump. “Eppure sappiamo molto poco sulla maggior parte di essi. Ecco perché Deep Space sta per far partire una campagna di prospezione con le tecnologie CubeSat che sono molto convenienti in quanto verranno lanciati come carichi secondari durante il lancio di grandi satelliti di comunicazione.”

Mentre la traiettoria dell’asteroide 2012 DA14 vicino alla Terra è ormai nota con precisione, quasi tutto il resto della roccia spaziale è molto incerto. Potrebbe avere una massa tra le 16.000 tonnellate e il milione di tonnellate. L’elevata incertezza dipende dall’incertezza riguardo al diametro – le stime parlano di un diametro da 25 metri fino a 100 metri – e alla sua composizione. Mentre probabilmente è costituito da roccia, l’asteroide potrebbe avere acqua e metalli con percentuali ignote. Gli astronomi hanno misurato la quantità di luce che viene riflessa dalla sua superficie, ma l’incertezza è sulla sua riflettività. Se si tratta di una superficie poco riflettente, la luce che osserviamo è emessa da un asteroide molto grande, mentre se è molto riflettente è vero il contrario.

“Questo asteroide dovrebbe essere di classe L, e questo tipo di asteroidi generalmente riflette circa il 20 per cento della luce che lo colpisce,” ha dichiarato Stephen Covey, direttore del settore Ricerca e Sviluppo di DSI. “Ciò porrebbe il suo diametro a circa 50 metri, con una massa di circa 130.000 tonnellate.”

Deep Space Industries in futuro si prefigge l’obiettivo di raccogliere dagli asteroidi propellenti per prolungare la vita dei satelliti per le comunicazioni, un vero e proprio campo inesplorato dell’economia.

Per rassicurare i suoi investitori prevede di inviare piccole sonde chiamate FireFlies, lucciole in italiano, per esaminare gli asteroidi e permettere il raffronto con le letture effettuate dalla Terra e dai telescopi spaziali. Queste piccole sonde ci diranno se è davvero iniziata l’era dell’esplorazione spaziale finalizzata allo sfruttamento delle risorse minerarie al di fuori della Terra. Le prime operazioni vere e proprie, se tutto andrà secondo i piani, sono previste entro il 2020.

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