Catturare i rifiuti spaziali con una rete costruita su modello di quelle da pesca. Il progetto, iniziato nel 2009, potrebbe partire già nel 2019. E’ quanto riporta la Agence France Presse.
Quello dei rifiuti spaziali è un problema urgente che necessita di una soluzione. I rifiuti spaziali stimati in orbita attorno al nostro pianeta sono fra 20mila e 29mila e minacciano la vita degli astronauti e i satelliti attivi in orbita. I rifiuti spaziali sono razzi vettori, vecchi satelliti e detriti causati dalla distruzione di tecnologia in orbita che hanno impattato con altri detriti.

L’Agenzia Spaziale Giapponese JAXA sta lavorando insieme alla società giapponese che produce reti da pesca Nitto Seimo, alla costruzione di una speciale rete che, lanciata in orbita, catturerà i detriti.
La rete avrà caratteristiche fisiche molto particolari: sarà infatti una rete magnetica che attirerà a sè i detriti. La rete è lunga 300 metri. Sarà lanciata da un razzo e resterà in orbita per un anno ammucchiando al suo interno i detriti metallici. Nel frattempo però scenderà di quota: quando entrerà in atmosfera sarà l’attrito stesso a distruggere sia la rete che i detriti.
Secondo quanto riferito dall’agenzia la rete potrebbe essere lanciata per la prima volta alla fine di questo mese per effettuare i primi test. Se tutto procederà come previsto la rete sarà ufficialmente operativa entro il 2019.
“L’esperimento è specificamente progettato per contribuire allo sviluppo di un metodo di pulizia detriti spaziali “, ha detto ad AFP Masahiro Nohmi, professore associato presso l’Università di Kagawa, che sta lavorando con al progetto.
Nohmi ha spiegato che un satellite progettato dall’Università sarà lanciato insieme con la rete il 28 febbraio.
“Abbiamo due obiettivi principali il mese prossimo,” ha detto. “In primo luogo estendere una rete di 300 metri in orbita e in secondo luogo osservare il trasferimento di energia elettrica.”
Ma questo non è l’unico progetto che intende risolvere il problema dei detriti: l’ESA, Agenzia Spaziale Europea sta progettando una piccola vela di 5 metri quadrati che possa provocare la caduta dei rifiuti in atmosfera. Mentre invece negli Stati Uniti stanno progettando un laser che possa cambiare la rotta dei detriti evitando in questo modo le collisioni.
Un gruppo di ricerca italiano, inoltre, ha progettato una sorta di schiuma spray che possa essere spruzzata sui detriti, e dopo essersi solidificata possa rendere i rifiuti tanto pesanti da farli scendere nell’atmosfera. L’invenzione deriva da un’idea della Seconda Facoltà di ingegneria di Forlì- Cesena (Università di Bologna). Il progetto, chiamato “REDEMPTION” (Removal of Debris using material with phase transition – Ionospherical tests) è uno dei 7 scelti dall’ESA per una fase di sperimentazione a bordo di un razzo sonda.