Mi permetto di aggiungere un tassello alle mie considerazioni sulla bicicletta e sulla bellezza di biciclettare, attività che giova ai muscoli, ma anche alla mente e al cuore.
Andare in bicicletta è anche guardarsi attorno e vedere scorrere come in un film tante vite, tante possibilità. Per una volta nel settimo anniversario della morte del mio papà ho offerto le mie visioni proprio a lui.
Aggiungo che mio padre aveva l’Alzheimer. Da poco è stata la giornata dell’Alzheimer e io non ho scritto nulla, adesso dico solo una cosa ai parenti dei malati. Siate forti, i vostri cari sono cambiati, ma nell’affetto sono sempre loro, hanno bisogno di amore e di cure, però non fatevi distruggere dalla malattia, cercate tutto l’aiuto che potete: solo così, in qualche modo, la malattia sarà vinta dall’amore.
Sono melensa? Forse, ma questa è la mia esperienza.
Settimo anniversario
a Francesco
Cessata da poco la pioggia, boschi
ora velati, nuvole che indugiano,
la strada, lucida, appena lavata,
case e verande un poco trascurate
imperfette, forse solo abitate.
Le chiese le chiese le chiese.
Un uomo grigio vestito di grigio
in compagnia di un cane grigio copia e
incolla due vite delicate
nella foschia che lava
i pensieri e li ammorbidisce: sono
forse appannati gli occhiali? O una lacrima
intrappolata nell’occhio mi dice
che tu tu tu non ci sei e non vedi
la vita che io attraverso
non vedi me che filo in bicicletta
e guardo il mondo, vivo,
solo per te, papà, che a me sei morto.