Gaianews

Ancora sulla bicicletta

Scritto da Maria Rosa Pantè il 01.10.2012

Mi permetto di aggiungere un tassello alle mie considerazioni sulla bicicletta e sulla bellezza di biciclettare, attività che giova ai muscoli, ma anche alla mente e al cuore.

Andare in bicicletta è anche guardarsi attorno e vedere scorrere come in un film tante vite, tante possibilità. Per una volta nel settimo anniversario della morte del mio papà ho offerto le mie visioni proprio a lui.

Aggiungo che mio padre aveva l’Alzheimer. Da poco è stata la giornata dell’Alzheimer e io non ho scritto nulla, adesso dico solo una cosa ai parenti dei malati. Siate forti, i vostri cari sono cambiati, ma nell’affetto sono sempre loro, hanno bisogno di amore e di cure, però non fatevi distruggere dalla malattia, cercate tutto l’aiuto che potete: solo così, in qualche modo, la malattia sarà vinta dall’amore.

Sono melensa? Forse, ma questa è la mia esperienza.

Settimo anniversario

a Francesco

Cessata da poco la pioggia, boschi

ora velati, nuvole che indugiano,

la strada, lucida, appena lavata,

case e verande un poco trascurate

imperfette, forse solo abitate.

Le chiese le chiese le chiese.

Un uomo grigio vestito di grigio

in compagnia di un cane grigio copia e

incolla due vite delicate

nella foschia che lava

i pensieri e li ammorbidisce: sono

forse appannati gli occhiali? O una lacrima

intrappolata nell’occhio mi dice

che tu tu tu non ci sei e non vedi

la vita che io attraverso

non vedi me che filo in bicicletta

e guardo il mondo, vivo,

solo per te, papà, che a me sei morto. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA