Secondo l’esperto Bruno Dallapiccola, che ha parlato al congresso nazionale della Società italiana di genetica umana (Sigu), l’Italia non offre buoni servizi nell’ambito della genetica.
“Il numero delle strutture è troppo elevato”, secondo l’esperto, “bisogna razionalizzare anche in termini di distribuzione geografica, visto che la maggior parte dei centri è al Nord”.

Secondo lo studioso anche se i laboratori si moltiplicano, questo succede soprattutto al nord. Ma i servizi non sono bene organizzati e siamo ben lontani dalla “medicina personalizzata” che è invece già partita in altri paesi.
In Italia, secondo il censimento condotto nel 2011, i centri che fanno i test genetici sono 500, radunati in 268 macrostrutture che effettuano 580mila test e 100mila consulenze ogni anno. Diminuiscono le indagini cromosomiche prenatali ed aumentano quelle per lo studio dei tumori.
Secondo l’esperto aumentano le richieste per i test sofisticati e costosi, ma non c’è invece ancora sviluppi per quei test predittivi delle malattie che vanno invece per la maggiore negli altri paesi.
Secondo Dallapiccola, direttore scientifico del Bambino Gesù di Roma, “Bisognerebbe governare la domanda di queste analisi attraverso delle linee guida, per riuscire a chiarire l’impatto sul sistema sanitario”.