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Una bella proposta…

Da che mi ricordi, a parte una breve parentesi “centrista” alle elementari, sono sempre stata di sinistra. Non solo, sono sempre stata appassionata di politica

Scritto da Maria Rosa Pantè il 22.10.2012

Da che mi ricordi, a parte una breve parentesi “centrista” alle elementari, sono sempre stata di sinistra. Non solo, sono sempre stata appassionata di politica.

Perché di sinistra non lo so: la scuola, alcune istanze inconsapevoli della mia famiglia; le letture; una parte di cervello più sviluppata di altre (ora esistono anche queste teorie che essere di destra o di sinistra dipenda da fattori fisiologici: i neuroni a specchio e altro)

Forse tutto questo insieme.

In ogni caso la mia visione del mondo è più di sinistra, molto di sinistra, di sinistrissima.

Cioè alla fin fine una società più equa, in cui non ci siano gli estremi di troppa ricchezza e di miseria; in cui a tutti siano date, non dico le stesse, ma almeno delle possibilità, per cosa? Per essere felici, il più possibile felici.

Si può immaginare quale sia lo stato d’animo di una persona come me negli ultimi anni di politica italiana.

Ricordo che a 18 anni trovavo il PCI troppo a destra. E poi, quando è salito (o sceso) al potere Berlusconi ho dovuto votare partiti sempre più volti al centro, sempre meno di sinistra, per non disperdere voti.

Che orrore.

Però non ho mai pensato di non votare. Ho sempre pensato che, se non avessi esercitato il diritto di voto, avrei tradito tutti quelli che per la libertà e la democrazia avevano duramente lottato in Italia. Avrei tradito la Resistenza, il movimento delle donne. Avrei tradito quelli che erano morti per creare uno stato libero, democratico, in cui potesse mandare al governo del Paese qualcuno che ci rappresentasse.

Naturalmente grazie al porcellum, creato a immagine e somiglianza di molta classe politica italiana odierna, anche il discorso della rappresentanza è andato in crisi, ma nonostante ciò ritengo ancora la politica una nobile arte e difficile e dura. La più nobile, la più difficile, la più dura. Che volete sono influenzata da studi classici, la polis, il discorso di Pericle sulla democrazia, Machiavelli ecc. ecc.

Quindi soffro molto ora che siamo governati da tecnici non eletti; soffro molto a vedere lo spettacolo osceno della politica italiana (e dico politica infangando un termine, ripeto, di grande nobiltà); soffro anche nel vedere che non avanza una volontà di fare politica meglio, ma una volontà antipolitica.

Per tutti questi motivi quando il giornalista dell’Espresso Alessandro Gilioli, che avevo conosciuto perché era venuto nell’Istituto dove lavoro a fare una lezione sul giornalismo, mi ha mandato una mail proponendomi di essere una dei 100 promotori (http://ricominciadate.it/i-cento-promotori/) di una proposta che trovate qui http://ricominciadate.it/ io ho aderito, anche se mi sono sentita profondamente inadeguata.

Ho capito che non è un nuovo partito, non è un nuovo movimento; non è antipolitica, anzi è vera politica; nonèincertoriformistacentristanonsisa, ma è di sinistra. E propone alcuni punti fermi proprio alla sinistra italiana. Essere un pungolo finalmente, per “fare qualcosa di sinistra” m’è parso importante e anche perché no? Entusiasmante!

Così ho aderito perché è ora di tirare su la testa e guardare oltre, verso il futuro; e davvero l’Italia ricomincia anche da me: basta solo lamentarmi, ricomincia da me, io devo fare proposte, io devo spremere le mie meningi per trovare proposte applicabili non campate per aria, io posso e devo dare il mio contributo http://ricominciadate.it/le-nostre-proposte-concrete/.

E proprio perché sono l’unica che viene dalla provincia mi sento ancor più sollecitata.

Se avete visitato il link e siete già passati dal sito, non vi resta che leggere le proposte, se volete, iscrivervi e infine … alzare la testa!

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