Gaianews

Libriamoci e leggiamo

Scritto da Maria Rosa Pantè il 02.11.2015

Dal 26 al 31 ottobre si è svolto in tutta Italia Libriamoci, iniziativa promossa dal Ministero dei Beni Culturali, per incentivare la lettura.

La lettura…

In questo tempo di trasloco, la mia prima cura è stata inscatolare i libri.

Il primo mobile montato nella nuova casa, proprio oggi, è stata una libreria.

E mentre iniziavo ad abitarla, mettendoci dei libri, ne sentivo la mancanza e mi sono chiesta come avrei potuto stare nella casa vecchia senza quei libri lì.

Ogni libro mi pareva fosse da leggere e rileggere subito.

Ogni libro mi pareva già indispensabile, ne sentivo l’assenza mentre lo deponevo sul ripiano.

È vero che un libro fa viaggiare più di un aereo, ma è vero che i libri viaggiano con noi.

Un lettore che viaggia prima di tutto pensa ai suoi libri. E alcune struggenti lettere di prigionieri famosi (Gramsci, Rosa Luxemburg, Anna Frank) parlano dei libri, chiedono libri, si consolano coi libri.

Mi pare strano che si debbano fare delle iniziative per indurre qualcuno a leggere, perchè per me leggere è un po’ come respirare. Beh insomma quasi: se non respirassi morirei subito, se non leggessi morirei solo un po’ più lentamente.

In ogni caso, dato che in Italia la maggior parte delle persone non legge, è giusto tentare vie diverse soprattutto fra i giovani. Moltissime così sono state le iniziative a favore della lettura nelle scuole di tutta Italia.

Nella mia scuola l’Istituto Superiore d’Adda di Varallo abbiamo provilegiato l’idea di lettura ad alta voce.
Alcune classi dell’Istituto si sono recate nella Biblioteca e coi loro docenti hanno letto a voce alta brani tratti da autori scelti in precedenza, con preferenza per testi inerenti il programma scolastico, per esempio una classe ha letto brani tratti dalle tragede greche. E ho sentito la viva lettura e la viva discussione su perosnaggi come Edipo o Antigone, dati per morti ogni volta e ogni volta rinati e più contemporanei che mai..

Abbiamo voluto così dare voce, voce alta, alle parole degli autori e dare respiro anche al luogo in cui i libri abitano.

La classe IV Liceo Classico ha letto brani per i ragazzi di prima, un bell’esempio di collaborazione e di educazione alla lettura fatta da compagni solo un poco più grandi.

Una classe invece ha scelto di leggere e donare letture libere.

Perché come ha scritto Pennac, che è romanziere, ma anche professore, nel libro “Come un romanzo”: Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare”, il verbo “sognare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA