Troppo facile chiamarla generazione “X”. In realtà si potrebbe ribattezzare generazione “S”. Stanchi, stufi, spossati. Dai 30 ai 40, ma anche 50 anni, in Italia a resistere. Sono quelli che restano dopo l’eredità non voluta. E nonostante ciò sono loro quelli che insistono. Cucendo insieme pezzi e lavori, la sera, ma anche il sabato e anche la domenica. E sono quelli che ancora si sposano, fanno figli e, testardi, si reinventano. Fotografando, ingoianti il boccone, il cagnolino del vip di turno, mentre posa agghindato a festa per il book dei padroncini con nozze in corso. Home stager, wedding dog planner, life coach. Il nuovo avanza: sono i nuovi schiavi delle nuove professioni e precursori di nuove realtà lavorative.

“Notaio, rinuncio all’eredità”, questa volta non lo si può dire. Non si può dire no, non lo voglio, al debito collettivo, non esiste effetto retroattivo in questo caso. Dunque nell’impossibilità della scelta, si va avanti, spesso con un piede impantanato nel vecchio Stivale, pronto a staccarsi da terra, mentre l’altro prova indossare intrepido un sandalo cinese, forse malvolentieri. Oppure ci si reinventa qualcosa di nuovo, ispirati da neologismi lontani e nuove professioni che fanno capolino da dietro l’angolo. Lavoratori indipendenti, artigiani, architetti, insegnanti, restauratori. Ingegneri persino. Tutti ormai vecchi nei nomi, obsoleti. Che necessitano metamorfosi.
Si torna a casa su gomiti lisi ma non si vuole rinunciare a una famiglia, a dei figli, perché la vita è più forte di tutto, anche della disperazione a volte. Licenziati, cassa integrati, mezzo-stipendiati, lavoratori a cottimo con un part-time job del cuore. Sono quelli che si reinventano. Donne e uomini, Frankenstein della crisi, imbastiti tra tre lavori per il triplo zero del fine mese, quando ci si arriva. Ed ecco le mutazioni farsi avanti: architetti che vestono i panni degli home stager, (professionisti incaricati di preparare adeguatamente le abitazioni in vendita o in affitto, per renderle più “appetibili”), ma anche dei wedding planner e, sempre più al passo coi tempi, dei wedding dog sitter che arrivano a prendere anche fino a 250 euro al giorno. E ancora psicologi che si trasformano in counsellor e life coach, “allenatori alla vita”, che sembra vadano davvero forte negli U.S.A., insegnanti che diventano cake designer, giornalisti che ormai da anni intessono trame solo nel web. Il vocabolario della Crusca impallidirebbe.
E, lavori a scadenza a parte, non stupisce nemmeno il panorama che ci viene mostrato da una recente inchiesta condotta da Linkedin, secondo la quale un lavoratore su tre dei 16mila presi in esame farebbe fatica a far capire ai propri genitori che tipo di lavoro sta svolgendo. E per questo lo stesso sito avrebbe lanciato il progetto “Linkedin Bring in Your Parents Day”, un’iniziativa globale volta ad aiutare a sorpassare il gap esistente tra i genitori e la vita professionale dei loro figli. E via libera alle nuove realtà lavorative tout court. Uno studio realizzato dall’istituto di ricerca Fast Future avrebbe individuato le 20 nuove professioni che nasceranno entro il 2030. Tra queste ci sarebbe anche il “Costruttore di parti del corpo”, dottor Frenkenstein egli stesso, in grado di riparare il corpo umano come un’automobile quando si iniziano a perdere i pezzi, poiché in futuro avrà a disposizione nuove parti, grazie ai risultati dei progressi della scienza. Mentre “Manager” sembra essere la nuova professione prezzemolo. Social media manager, manager della terza età, manager di un team sportivo, pare ci sarà persino la figura del manager di avatar per l’insegnamento, colui che farà da mediatore tra l’insegnante virtuale e l’alunno. E fa impressione pensare che potrebbe anche esserci un giorno il guardiano dei periodi di quarantena, qualora virus mortali iniziassero a diffondersi per il globo.
Anche il sociale sembra andare forte. Ma nel digitale. Si pensi a future possibili professioni come il responsabile della gestione e dell’organizzazione della vita digitale, l’assistente sociale per social network, che avrà il compito di aiutare le persone in crisi a causa dei social network. E forse un giorno ascolteremo i nostri figli esultanti: “Mamma, sono diventato broker del tempo!”. (Sistema alternativo di pagamento, il tempo potrebbe diventare la nuova moneta anch’essa sottoposta alle leggi del mercato finanziario, con broker e agenti di cambio specializzati, ndr).
bella confusione. delle anomalie non confutano la validità del sistema.